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Mozzarella di Gioia del Colle DOP. Angiola: «un successo per la Murgia e l’Alta Murgia barese»

dall’on. Nunzio AngiolaMovimento 5 Stelle

(foto Google)

Finalmente l’OK dell’Unione Europea per la Mozzarella di Gioia del Colle DOP.

Pascolo, fieno locale e trasformazione in loco sono sicuramente i punti saldi per il rilancio economico della Zootecnia nell’area interessata alla produzione di latte per questa nuova DOP: la n. 300 in Italia.

ATTENZIONE. Solo in alcuni comuni delle Province di Bari e Taranto (Acquaviva delle Fonti, Alberobello, Altamura, Casamassima, Cassano delle Murge, Castellana Grotte, Conversano, Gioia del Colle, Gravina di Puglia, Locorotondo, Monopoli, Noci Putignano, Sammichele di Bari, Santeramo in Colle, Turi, Castellaneta, Crispiano, Martina Franca, Massafra e Mottola) sarà “consumata” l’intera filiera certamente in grado di dare valore aggiunto al lavoro nei campi, all’agroindustria ed al commercio.

Nella produzione di mozzarella di Gioia del Colle si utilizza esclusivamente latte di vacche che trascorrono almeno 150 giorni all’anno al pascolo e la cui alimentazione è basata per almeno il 60 per cento da erbe e fieno locale.

Il latte di  vacca ha meno grassi rispetto a quello di bufala e contiene l’87 per cento di acqua. Inoltre, la mozzarella di latte vaccino fornisce circa 255 calorie ogni 100 grammi.

Sono molto stringenti le norme che regolano la produzione della Dop di Gioia del Colle, a tutela dei vincoli qualitativi: non solo il pascolamento obbligatorio per 150 giorni all’anno e l’origine delle altre fonti di alimentazione che per il 60% almeno devono essere locali,  ma anche l’obbligo di produrre attraverso la tecnica del siero-innesto, escludendo quindi fermenti lattici selezionati e acido citrico. Inoltre, la lavorazione del latte deve avvenire entro le 36 ore dalla mungitura.

Sono certo che la DOP Mozzeralla di Gioia del Colle DOP diventerà prestissimo un riferimento del ricco paniere agroalimentare che la Puglia mette a disposizione dei buongustai di tutto il mondo.