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“Omaggio ad Armando Perotti” tra mito, mitografia, poesia e verità

di Anita Malagrinò Mustica

La Terra di Bari ha avuto ed ha molti poligrafi, e alcuni di essi certamente benemeriti, ma un solo artista, Armando Perotti, che ha saputo far rivivere storie e leggende e monumenti di Puglia.

Luigi De Secly, elzevirista del Corriere delle Puglie

nell’auditorium dell’IC “Perotti-Ruffo” la presentazione del volume “Omaggio ad Armando Perotti” (foto di Anita Malagrinò Mustica)

Nonostante il suo nome riecheggi per le strade di Cassano, di Bari e di altri paesi della Provincia, sebbene a lui vengano intitolate scuole, piazze e biblioteche, non tutti sono a conoscenza dell’importante ruolo che la figura di Armando Perotti riveste per il territorio pugliese. Con la sua attività di scrittore, poeta e giornalista, che svolse con grande sensibilità e caparbietà, Perotti può essere ricordato come un attento osservatore e conservatore delle realtà pugliesi e della cultura regionale.

Giovedì 7 febbraio 2019, nell’Auditorium del plesso di via Convento dell’Istituto Comprensivo Perotti-Ruffo, a partire dalle ore 17:00, è stato presentato il volume Omaggio ad Armando Perotti, edito dalla Messaggi Edizioni, curato da Beatrice Leddomade e Claudio Crapis, con i contributi degli stessi curatori e di Ferdinando Pappalardo, Vittorio Marzi, Pietro Consiglio, Annamaria Giannelli, Rosa Martucci, Maria Carmela Bonelli e Maria Teresa Lanzolla. L’opera è stata realizzata nella ricorrenza del novantesimo anniversario della morte dell’illustre concittadino, occasione in cui la Biblioteca Nazionale di Bari gli ha dedicato una sala lettura, apponendovi la targa offerta dall’Istituto Comprensivo cassanese.

A dare inizio alle danze, in veste di moderatrice, Francesca Marsico, Presidente della Commissione Cultura, che, dopo una breve presentazione, ha introdotto la padrona di casa, Ippolita Lazazzera, dirigente scolastico dell’IC “Perotti-Ruffo”, che ha definito Perotti la Voce del territorio, voce, a tanti anni di distanza, da ascoltare e seguire.

«La firma prestigiosa del Corriere delle Puglie, che altro non fu che la nostra firma, mi dà modo di ricordare l’importanza della Comunicazione, in tutte le sue forme, minacciata con sempre più violenza. Il mio pensiero va, inevitabilmente, alla complicata situazione che, in questo periodo, la Gazzetta del Mezzogiorno sta fronteggiando. Spero che possa continuare ad informare, come ha sempre fatto, senza ulteriori ostacoli», ha affermato la Lazazzera.

A seguire, il Sindaco di Cassano delle Murge, Maria Pia Di Medio ha sottolineato l’importanza della consapevolezza e dello studio della cultura identitaria del proprio territorio. «È fondamentale» ha precisato «che si conosca il proprio passato per conoscersi approfonditamente. Perotti è stato un vero giornalista, descrivendo gli eventi in maniera davvero professionale. L’intitolazione della sala lettura all’interno della Biblioteca Nazionale di Bari ad Armando Perotti è frutto, principalmente, dell’impegno della professoressa Leddomade, un’eroina della memoria. Spero che la collettività prosegua il suo lavoro, un lavoro di recupero di fonti e di divulgazione. È importante ricordare Perotti, l’estrema attualità di un uomo che, seppur vissuto nel periodo postunitario, con i suoi scritti, riesce ancora a riflettere la contingenza della nostra realtà».

Maria Levrieri, responsabile della biblioteca comunale, ha ribadito: «Senza la determinazione della professoressa Leddomade che, nel 2003, organizzò un convegno in memoria del nostro indimenticabile, eppur dimenticato, concittadino, la figura di Perotti non avrebbe recuperato quella rilevanza che oggi è indiscutibile. Grazie a quell’incontro, ormai lontano, emerse l’attualità del pensiero di Perotti. In particolar modo, emerse, dagli scritti e dalle testimonianze prese in esame, una visione tutt’altro che elitaria della cultura. La stessa Fulvia Miani, madre dello scrittore, nobildonna polignanese di origini napoletane, può considerarsi l’antesignana degli istituti professionali. Si adoperò, infatti, affinché i figli dei marinai, tendenzialmente privati molto presto della figura paterna, potessero studiare o imparare in fretta un mestiere. Appena insignita di una carica che ricopro con immenso orgoglio, ho pensato a come continuare la tradizione di una famiglia caratterizzata da un tale interesse per il sociale. Ho deciso, allora, di fare della biblioteca un faro, al completo servizio della collettività, per studio, sperimentazione letteraria, artistica e musicale. Mi sono impegnata e mi impegno per creare una rete di collaborazione tra noi, l’università, le scuole e le associazioni culturali. Ho cercato, nel mio piccolo, di tradurre in azione la tensione etico-sociale di Perotti e di Fulvia Miani».

Bice Leddomade ha ritenuto importante, invece, soffermarsi sul rapporto tra Cassano e la famiglia Perotti. «È vero», ha spiegato, «Perotti è nato a Bari, ma è questo il posto a cui rimase legato per tutta la vita, decidendo di trascorrervi i suoi ultimi e sofferti anni di vita. Voglio chiedere ai Cassanesi di non dimenticare la propria storia. Ho scelto di inserire, nel volume, il carteggio fra Perotti e Laterza, carteggio che deve far riflettere. Benedetto Croce ha definito Perotti il cantautore di Puglia, colui, cioè, che ha fatto conoscere la Puglia nel mondo. Non dimentichiamo chi ha fatto tanto per noi. Ritengo che i Cassanesi debbano essere più presenti nella vita del proprio paese e mi auguro che questo libro circoli soprattutto tra le nostre mura, non disdegnando, ovviamente, una diffusione su più ampia scala».

Ferdinando Pappalardo, professore emerito dell’Università degli Studi di Bari, ha tristemente ricordato come la società si lavi la coscienza con la banale intitolazione. «Così facendo», ha detto Pappalardo, «si uccidono grandi uomini, costretti a cementificarsi in una memoria di pietra. Si riduce tutto ad un insieme di lettere, che non dicono nulla. Perotti è una figura centrale. Si colloca in un periodo della storia barese che non può essere trascurato. Fu tra quegli intellettuali che, nel 1913, si mobilitarono per inventarsi, letteralmente, la storia di una città. Il secolo precedente era stato caratterizzato dal conflitto tra l’attuale capoluogo pugliese e Trani per la conquista dell’egemonia nella Terra di Bari. Seppure Trani fosse ritenuto un centro importante in età borbonica, Bari riuscì a primeggiare e, alla fine del XIX secolo, la città volle cercare di guadagnare autonomia da Napoli. Per farlo, era necessario rivisitare il passato e cercare di dimostrare la grandezza e la millantata superiorità della città adriatica rispetto a quella partenopea. Perotti, allora, sostenne la tesi dell’origine illirica di Bari e dei suoi abitanti. Bari avrebbe dovuto intrecciare stretti rapporti con i Balcani per diventare l’erede levantina della potenza veneziana. Importantissima, in tal senso, l’operazione mitografica di Perotti, che si occupò di studiare toponimi, dialetti e tradizioni. Perotti cercò quindi di inventare un passato in funzione dell’avvenire. Perotti, inoltre, è l’emblema della poliedricità. Si occupò di poesia e scrisse i libretti per il melodramma. Ho notato, con la caduta nell’oblio di Armando Perotti, la decadenza del nostro territorio. Quando le città non pensano al proprio passato, non costruiscono alcun futuro».

Claudio Crapis, in conclusione, ha ricordato la capacità del Perotti di rievocare il dato storico, curvandolo verso il leggendario. Ha invitato a leggere i saggi di un autore di tale caratura, proponibili anche nelle scuole agli studenti, con l’auspicio che si possa tessere una rete per non dimenticare questa straordinaria figura.

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