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Opposizioni all’unisono per il resoconto 2018

di Nicola Surico

i consiglieri di minoranza in Consiglio Comunale. In seconda fila Teodoro Santorsola e Amedeo Venezia (PrimaVera Cassano). In primo piano Rocco Lapadula e Linda Catucci (SìAMO Cassano) e Davide Del Re (Più Cassano)

Opposizioni compatte, ieri sera, nella sala conferenze della Biblioteca Comunale per un resoconto dell’attività svolta e di quanto fatto dall’amministrazione Di Medio nel corso del 2018.

Un lungo elenco di doglianze, quello delle minoranze, che poco possono incidere sui percorsi amministrativi (il sistema maggioritario, se da un lato garantisce maggiore stabilità, dall’altro di fatto rende nulle le minoranze); a loro dire, c’è pressapochismo, si sono persi finanziamenti, ci sono criticità dappertutto: personale, servizi sociali, viabilità, scuola, sport, infrastrutture, tutto va alla deriva. E tra maggioranza e minoranza, è un dialogo tra sordi.

Di Sportello Unico per le Attività Produttive, Fondazione Maugeri che va via da Cassano, “Casa Bianca” hanno parlato Ignazio Zullo e Linda Catucci, ricordano quelli che, a loro avviso, sono stati i diversi passaggi che hanno indotto la proprietà della Maugeri a decidere di abbandonare Cassano. E la Catucci si è anche soffermata sulle scarse convocazioni della seconda commissione, di cui fanno parte lei e Amedeo Venezia.

Di progetti ereditati e non eseguiti ha parlato Davide Del Re (videosorveglianza, campi da tennis per il Polisportivo, riutilizzo di “Casa Bianca”, lavori alla scuola media), evidenziando i ritardi dell’Amministrazione Comunale sulle cose da fare, ivi compreso anche il passaggio al nuovo gestore per il servizio rifiuti, fatto in condizioni di debolezza, rispetto all’appaltatore.

La mancanza di ascolto reciproco e l’incapacità di porsi dubbi sul proprio operato al centro dell’intervento di Amedeo Venezia; sia in Consiglio che nelle Commissioni consiliari, col risultato che situazioni delicate non vengono affrontate a dovere, e le soluzioni ai problemi tardano ad arrivare. E la situazione di degrado del Centro storico e di Casa Bianca sono esempio emblematico di soluzioni che tardano ad arrivare.

Rocco Lapadula, neofita nella compagine di minoranza, ha lanciato un allarme sul campo di calcio del Polisportivo, per il quale la FIGC ha revocato l’agibilità, con la conseguenza che i giovani cassanesi sono costretti a presso strutture di altri comuni del cirdcondario.

Teodoro Santorsola ha parlato di Nucleo di Valutazione affidato a mani amiche, della piscina di Grumo che impegnebbe risorse comunali per i prossimi 20 anni, ancora una volta del conflitto di interesse (inerente le spese legali della causa persa dall’ex Assessore Giuliani che nessuno rifonderà, avendo la Di Medio ha rinunciato all’eredità), della Polizia Locale nuovamente senza Comandante (Troisi ha deciso di accettare l’incarico a Calimera, a due passi da casa sua), e di una macchina burocratica in perenne affanno.

Una situazione, agli occhi delle opposizioni, catastrofica, che ha portato «tutti a fare un passo indietro per il bene di Cassano, che deve essere al centro del nostro interesse», unendo i gruppi di opposizione e portandoli a lavorare insieme e confrontarsi.

E a fronte della domanda circa la durata dell’amministrazione e il futuro di questa “unità di intenti” al di là dei colori politici, c’è chi pensa ci possa essere una caduta anticipata e c’è chi si augura che l’Amministrazione cambi rotta e pensi davvero al bene del paese giungendo a fine mandato. Quanto al futuro dell’unità di intenti, per la maggior parte «si sta bene insieme». Più diplomatica la risposta della Catucci, che ha chiosato: «per il momento pensiamo al presente ed al bene del paese; il futuro politico lo vedremo quando sarà il momento».

La serata si è conclusa con gli auguri di fine anno e con l’invito ai cittadini a far sentire la loro voce all’amministrazione in carica, per far sì che prenda coscienza del malcontento della collettività a fronte di una inerzia che danneggia tutti.

Su tutti gli argomenti, ovviamente, sarebbe interessante sentire anche l’altra campana, per avere un quadro chiaro delle varie situazioni e capire davvero in quale direzione il paese sta andando.