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“Per crederci ancora”: «Amministrazione in panne»

dal gruppo consiliare “Per crederci ancora”

il gruppo consiliare "Per crederci ancora" (foto d'archivio)
il gruppo consiliare “Per crederci ancora” (foto d’archivio)

Speravamo che con il passar del tempo terminasse l’oblio, l’inerzia e lo stallo dalla Giunta Lionetti, invece dobbiamo riscontrare che si continua a distruggere, anziché costruire per il bene della comunità.

Dopo aver demolito l’assetto organizzativo dell’Ente, vessato i dipendenti, azzerato ogni forma di prestazione lavorativa, continua l’opera di smantellamento dei servizi: non si sa che fine hanno fatto gli operatori ecovolontari, del Pellicano nessuna segnale, dei famosi rappresentanti di quartiere nessuna traccia e sul fronte occupazione silenzio totale. Insomma una vera e propria sciagura amministrativa.

Eppure la capacità economica (spesa del personale) del nostro Comune, permetterebbe di assumere, anche con contratto a termine, per esempio: qualche figura nell’ufficio tecnico, all’anagrafe, in ragioneria o anche qualcuno da affiancare al corpo della Polizia Municipale perennemente sottorganico. Polizia Municipale, che in questo momento è sotto forte attacco da parte di alcuni membri della Giunta, e rischia seriamente di essere esautorate al vertice, solo perché esegue con dedizione e onestà il proprio dovere. E’ semplicemente vergognoso!

Che sia in arrivo un altro super pagato dirigente? Chi lo sa. Eppure in campagna elettorale non facevano altro che parlare di posti di lavoro… E invece dei posti di lavoro nemmeno l’ombra, perfino quando hanno avuto la possibilità di sostituire nei servizi il personale andato in pensione, non l’hanno fatto.

Continuano solo a collezionare una figuraccia dopo l’altra: dalla copiatura del programma di Massarosa, al silenzio sul Magg. Rossani, dalla migrazione verso altre città di manifestazioni importanti come “Juke Box”, all’inerzia istituzionale in occasione di commemorazioni di pregio.

Il nostro patrimonio abbandonato e incurato come mai visto prima, dalle mancate potature degli alberi fatte nei periodi giusti, ella erbacce diffuse sull’intero territorio. Eppure basterebbe poco per aumentare il decoro dei giardini e del patrimonio pubblico in generale. Per esempio: coinvolgendo, come accede in altre realtà, gli ospiti rifugiati politici residenti in via Colamonico, dando loro l’opportunità di sentirsi meno ospiti e più parte attiva della nostra comunità.

La pubblica illuminazione insieme alle strade dissestate è l’esempio del menefreghismo e del disinteresse nei confronti di un paese che merita ben altro. Per l’illuminazione pubblica avevamo lasciato in eredità un progetto che avrebbe consentito la messa in sicurezza dell’intero impianto, ridotto l’inquinamento luminoso e generato risparmio energetico ed economico. Stessa cosa per il polisportivo comunale, un progetto che prevedeva la totale ristrutturazione e messa in sicurezza e anche la costruzione di un teatro. Il tutto con capitale privato mediante project financing. Averli abbandonati entrambi significa non voler bene alla collettività.

È tempo di guardare al futuro del nostro paese, è tempo di prendere decisioni importanti. Non permetteremo che si continui a giocare alle belle statuine.