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Perché un giorno solo non basta. Primo appuntamento degli eventi di No More – Difesa Donna

di Lorena Liberatore

nella biblioteca comunale la presentazione delle iniziative di No More – Difesa Donna in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (foto di Lorena Liberatore)

Il 25 novembre 1960, tre sorelle, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate per strada da agenti del Servizio di informazione militare, in seguito condotte in un luogo nascosto dove furono torturate e uccise. In ricordo delle tre sorelle Mirabal, questo era il nome della loro famiglia, per la tenacia con cui contrastarono il regime del dittatore Rafael Leónidas Trujillo (Repubblica Dominicana), il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale Contro la Violenza Sulle Donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999. Un’intima speranza in questa ricorrenza: che da un brutale assassinio nasca qualcosa di giusto e di buono per la comunità, e che un evento del genere non accada più.

Ma questo, in realtà, è uno dei tanti moniti che la storia ci offre, e che dimostrano che c’è ancora tanto da fare per contrastare la violenza sulle donne. Tali anniversari sono una giusta occasione per rinnovare la nostra battaglia, ma non è esclusivamente il 25 di novembre che bisogna lottare contro la violenza, stessa cosa per tutti gli annuali anniversari istituiti per cause importanti e che hanno come unico fine una crescita umana.

La battaglia contro la violenza sulle donne si rinnova ogni giorno e la si combatte quotidianamente, in primis nelle famiglie, dove tanti piccoli inferni vengono soffocati dal silenzio.

È per tutto questo e per l’enorme bisogno di affrontare tali tematiche, che No More – Difesa Donna ha organizzato nel mese di novembre una vera e propria kermesse di eventi, che possa abbattere mura e pregiudizi.

Il primo appuntamento si è tenuto ieri sera, giovedì 9 alle 19.00, presso la Sala del Palazzo “Miani-Perotti” di Cassano, con una conferenza dal titolo Perché un giorno solo non basta. La serata introduttiva e di presentazione di tale kermesse ha visto intervenire l’Avv. Raffaella Casamassima – Presidente Ass. No More Difesa Donna -, l’On.le Titti De Simone – Consigliera politica del Presidente Emiliano -, la Dott.ssa Maria Pia Di Medio – Sindaca di Cassano -, e la Dott.ssa Angela Lacitignola – coordinatrice del Centro Antiviolenza LI.A di Grumo.

La sindaca Di Medio ha introdotto la serata e ha presenziato all’evento fino alla fine. Durante il suo intervento si è definita «una convinta assertrice della Non-violenza sulle donne» e «una convintissima assertrice delle Non-quote rosa», spiegando: «le quote rosa sono un’offesa alle donne perché significano “discriminazione”. Noi abbiamo le stesse capacità dei colleghi “maschietti” di dimostrare quello che sappiamo, quello che vogliamo in qualsiasi situazione lavorativa o opportunità gestionale». La stessa ha sottolineato l’importante aiuto offerto in questi anni dall’associazione No More di Cassano, la quale in collaborazione con il Centro Antiviolenza LI.A, mette a disposizione uno sportello di ascolto per le donne vittime di violenze. E come ha precisato la stessa Raffaella Casamassima, lo sportello Magnolia funziona proprio «perché gestito con il Centro Antiviolenza LI.A di ambito territoriale».

La Sindaca Di Medio ha, infine, sottolineato l’importanza del monitorare la salute di donne e bambine in ambito familiare, di non ignorare manifestazioni di disagio che potrebbero essere segno di violenze, e che, in particolar modo, dovrebbero stare in guardia proprio i medici rispetto il costante ripresentarsi di sintomatologie sospette.

La Dott.ssa Angela Lacitignola ha, invece, fornito alcuni dati riguardo il fenomeno della violenza di genere. Portavoce dell’esperienza in prima persona nel Centro Antiviolenza LI.A di Grumo e del programma ‘ELECTRA’ (o “L’Ambra Risplendente”, è il nome del Programma Antiviolenza presentato dal CAV “Li.A” all’Ambito Territoriale di Grumo Appula, e ammesso al finanziamento dalla Regione Puglia, che mira a potenziare le attività di sostegno e accompagnamento svolte dal suddetto Cav a favore delle donne vittime di violenza), ha spiegato che il Centro Antiviolenza LI.A è nato in seguito a una convenzione d’ambito territoriale, a maggio del 2015, e fino ad oggi ha accolto circa 62 donne. La dott.ssa ha anche sottolineato l’esistenza di una ”violenza istituzionale”, diffusa tanto quanto la violenza di genere. Inoltre, ha annunciato, che a breve con il finanziamento dei nuovi programmi antiviolenza (probabilmente realizzabili a partire da gennaio), saranno erogati nuovi fondi che potranno essere sfruttati per la formazione, al fine di contrastare e offrire aiuto contro la violenza di genere. Inoltre la Regione Puglia pare stia progettando una “formazione allargata” su base regionale.

La stessa Angela Lacitignola ha definito un “set minimo” per contrastare la violenza di genere, che dovrebbe essere formato da un centro anti-violenza, una équipe multidisciplinare di ambito per la presa in carico dei singoli casi (oggi più di dieci i casi condivisi con l’équipe multidisciplinare e “ad alto pericolo”). Naturalmente, è importante per tutto ciò il radicamento su più aree territoriali.

L’On.le Titti De Simone ha sottolineato, infine, la difficoltà esistete nel lavorare sulla prevenzione, per via di stereotipi e pregiudizi ancora radicati. I centri antiviolenza «nascono dal volontariato delle donne sul territorio», in Italia nascono negli anni ’80 e proprio da quell’esperienza associativa delle donne. Se oggi possiamo vantare una “cultura di genere” è grazie a loro. Senza di loro oggi la Puglia non potrebbe vantare 21 centri antiviolenza: infatti, da questo punto di vista la Regione Puglia ha semplicemente istituzionalizzato un “lavoro partito dal basso”. Eppure «le donne in Italia guadagnano il 40% in meno degli uomini»!

A breve verranno ufficializzate delle Linee guida che, in coerenza col piano nazionale, a livello regionale metteranno a disposizione come strumenti di contrasto della violenza la governance (rafforzamento del territorio nel pubblico e nel privato), la prevenzione, e la formazione degli insegnanti.

Oggi il secondo appuntamento dedicato alla violenza di genere, venerdì 10 novembre alle ore 19.00, presso la Sala del Palazzo “Miani-Perotti” (via Miani 1 – Cassano delle Murge), con la conferenza Quale “genere” di comunicazione?