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Piano delle alienazioni, Opere Pubbliche e tariffe TARI: approvati a maggioranza i provvedimenti propedeutici al bilancio di previsione

di Vito Surico

la presidente Antonella Gatti e il segretario comunale coordinano il Consiglio Comunale in videoconferenza dalla Sala Giunta del Municipio

Dopo le comunicazioni della sindaca Di Medio sulla gestione dell’emergenza sanitaria e prima della “bagarre” e conseguente ritiro del punto all’ordine del giorno da parte del proponente consigliere Venezia per il conferimento della cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre, il Consiglio Comunale del 22 maggio scorso ha approvato, a maggioranza, quattro provvedimenti propedeutici all’approvazione del bilancio di previsione, in programma il prossimo 27 maggio.

Il primo riguardava il Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni del patrimonio immobiliare del Comune di Cassano delle Murge per il triennio 2020-2022, illustrato dall’assessore Michele Campanale che ha portato a una lunga discussione soprattutto su due aspetti, evidenziati dai gruppi di minoranza: il primo riguarda la “svendita” di alcune proprietà del Comune a privati senza, ha affermato il capogruppo di Più Cassano, Davide Del Re, che fosse fatta «una regolare asta pubblica» in palese violazione del regolamento. Per Campanale, c’è stata la giusta pubblicità con la pubblicazione all’Albo Pretorio dell’Ente dell’avviso per la vendita dei suoli proprio come previsto dal regolamento vigente (è in fase di studio e approvazione un nuovo regolamento di alienazione e vendita).

Per Del Re, però, il piano «“fa schifo”. Non c’è uno sforzo di valorizzare dei beni del Comune, i “gioielli di famiglia”. Manca un’anima, manca un’idea di cosa si vuole fare della città. Manca la programmazione politica e gli indirizzi».

Altro aspetto che ha generato un lungo dibattito riguarda la ex Casa Bianca: nel piano delle alienazioni e delle vendite è riportato un guadagno di circa 62mila euro dall’affitto della struttura a partire dal 1° luglio. Ma, per l’ingegner Satalino, responsabile dell’Ufficio Tecnico chiamato in causa durante la discussione, è ancora in fase di studio il bando per l’affidamento e l’ipotesi (e l’augurio) è quello di poterlo affittare da settembre-ottobre. Il canone calcolato, dunque, non è veritiero secondo i consiglieri di minoranza, poiché non andrebbe calcolato sui sei mesi, ma su tre-quattro mesi.

«State scrivendo il bando da tre anni – ha detto Del Re – e riportate nel Piano cifre non veritiere. Ma non sappiamo ancora cosa volete fare di quella struttura».

A proposito di Casa Bianca, i consiglieri Venezia (PrimaVera Cassano) e Catucci (SìAMO Cassano) hanno evidenziato che la struttura (così come l’ex Maugeri) se fosse stata in condizioni migliori, sarebbe potuta essere utilizzata come centro post-Covid. La sindaca Di Medio ha spiegato che, oltre alla manutenzione di cui l’edificio necessita, non si è fatta richiesta perché l’ex Casa Bianca si trova nel centro del paese. Diverso il discorso per l’ex Maugeri, che però non si è potuto utilizzare perché mancano gli arredi.

Tornando al piano delle alienazioni, Santorsola ha annunciato il voto contrario del suo gruppo «perché l’atto è viziato. Presenta palesi violazioni del regolamento comunale e manca di trasparenza».

Per l’assessore Campanale, invece, «il Piano è in continuità amministrativa e contiene valori che sono gli stessi di quelli adottati in passato. Non c’è regalìa degli immobili ma nonostante il momento di crisi del mercato immobiliare si è riusciti a mantenere lo stesso valore di cinque anni fa. Per quanto riguarda l’ex Casa Bianca, le stime sono state prodotte in tempi non sospetti rispetto all’emergenza sanitaria. Si pensava di poter dare in locazione Casa Bianca dal 1° luglio. Verosimilmente l’ingegnere, in maniera cautelativa, presume che questo possa avvenire da settembre. Se dovesse accadere, se ne terrà conto con un aggiornamento del Piano e una variazione di bilancio».

Con 11 voti favorevoli (assente il consigliere Pasquale Campanale) della maggioranza e i 5 contrari dell’opposizione, l’atto è stato approvato.

i consiglieri di minoranza in collegamento dalla Sala Consiliare

I gruppi di opposizione si sono invece astenuti sul Programma triennale delle Opere Pubbliche 2020-2022, approvato con i 12 voti favorevoli della maggioranza.

Il punto, su cui ha relazionato il vicesindaco Giustino, presenta per Del Re «opere ereditate dall’Amministrazione Di Medio da ormai tre anni», alcune già finanziate ma che stentano a partire. Del Re ha fatto l’esempio delle lavori di riqualificazione della scuola “Ruffo”, citando poi altre opere pubbliche presenti nel piano quali la rete idrica sul Costone di Bruno, la ristrutturazione di piazza Galilei, il progetto per la videosorveglianza, l’impianto di affinamento per l’acqua per uso irriguo, la costruzione dei loculi cimiteriali, il collegamento ciclopedonale con i borghi, il laboratorio urbano. Molte di queste opere rinvengono da amministrazioni precedenti: «mi auguro che vengano subito messe in cantiere perché le opere pubbliche mettono in moto l’economia e possono essere una grande opportunità per il territorio specie in questo periodo».

Per Santorsola, il Programma delle Opere Pubbliche «dimostra che questa Amministrazione non ha una visione strategica del paese. Ci sono opere vecchie di 10-15 anni. Se un Programma delle Opere Pubbliche rappresenta una buona fetta dell’azione politica di un’amministrazione, questo Programma non contraddistingue l’azione di questo governo cittadino».

«Molte cose – ha aggiunto la capogruppo di SìAMO Cassano Linda Catucci – sono riprese dal Piano dell’anno scorso. C’è troppa carne al fuoco e si rischia di farla bruciare».

Il vicesindaco Giustino ha chiarito che un Programma delle Opere Pubbliche deve necessariamente tener presenti le opere del passato non ancora realizzate, proprio perché necessarie alla comunità e che vanno nel senso della continuità amministrativa. Ci sono, però, anche opere nuove come il laboratorio urbano Ricreo o il rifacimento del plesso di via Conventi dell’Istituto Comprensivo “Perotti-Ruffo”. Altre opere, ha aggiunto l’assessore Campanale, il cui importo è inferiore ai 100mila euro, non compaiono nel Piano (sistemazione dei locali di piazza Merloni, parcheggi in via Tagariello, un nuovo piano dei parcheggi nel Centro Storico, ecc.).

L’astensione di gruppi di minoranza, come ha dichiarato Santorsola, «è un’apertura di credito» nei confronti della maggioranza affinché si realizzino opere necessarie alla città.

Senza discussione e con i 12 voti favorevoli del gruppo di maggioranza (astenuti i consiglieri di opposizione) è stato approvato anche il quarto punto all’ordine del giorno (“Individuazione Quantità, Qualità e determinazione prezzi di cessione delle aree da determinare a residenza, attività produttive e terziarie”).

Approvate a maggioranza (con il voto contrario dei cinque consiglieri di minoranza) le tariffe della TARI per l’anno 2020 che, come ha spiegato l’assessore Briano nella sua relazione, restano invariate rispetto a quelle del 2019. Ricordiamo, inoltre, che come già comunicato la scadenza della prima rata slitta di un mese (dal 16 giugno al 16 luglio 2020). Un’eventuale differenza di costi tra il 2019 e il 2020, andrà distribuita, a conguaglio, nei prossimi tre anni.

l’assessore alla qualità dell’ambiente Carmelo Briano illustra le tariffe della TARI in collegamento dal Municipio

Il consigliere Lapadula (SìAMO Cassano) ha chiesto perché non è stata presa in considerazione la proposta di ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) che prevede agevolazioni per le attività commerciali che non hanno lavorato in questo periodo di lockdown permettendo alle amministrazioni di non far pagare i cosiddetti costi variabili del servizio riferiti alla quantità di rifiuti prodotti.

Briano ha spiegato che quanto non pagherebbero le attività commerciali verrebbe “spalmato” sulle utenze domestiche e «ci sarebbe una disparità di trattamento. Dopo l’approvazione del bilancio prevederemo agevolazioni per le attività commerciali utilizzando risorse del Comune».

L’assessora Caprio ha aggiunto che la delibera dei ARERA è stata messa in discussione dall’ANCI perché ARERA impone ai Comuni di applicare riduzioni, ma non fa lo stesso con i gestori del servizio. L’Amministrazione Comunale, ha spiegato Caprio, intende prevedere un “bonus” per tutte le attività produttive che sono rimaste chiuse a marzo e aprile.

Per Lapadula, se «l’aver programmato un bonus evince la volontà dell’Amministrazione di voler essere vicino alle attività» è altresì evidente che «il bonus non dà un aiuto concreto adesso. Non si risponde, quindi, ai bisogni reali di chi sta ripartendo. A nostro parere i costi variabili si ridurranno ancora e non è giusto che le attività paghino per intero la TARI per avere un rimborso tra sei mesi o un anno».

Santorsola ha ribadito quanto già proposto in commissione e cioè che la scadenza della prima rata venga prorogata almeno a settembre. Sarebbe necessario, poi, che il Comune trovi un accordo con il gestore del servizio di igiene urbana affinché si arrivi a delle riduzioni per le attività produttive. Mentre per Del Re serve «uno sforzo per aiutare attività produttive e famiglie cercando in tutti i modi di abbassare la tassa rifiuti. Accogliamo con favore la volontà di applicare un bonus. Cerchiamo però di fare uno sforzo in più. Noi continuiamo a fare proposte: non ci aspettiamo che vengano accolte ma è nostro compito cercare di collaborare, di dare una mano e di farle».

La discussione si è inevitabilmente spostata sulla qualità del servizio di igiene urbana con i consiglieri di minoranza che hanno chiesto a Briano di applicare le penali e far rispettare il contratto. L’assessore alla qualità dell’ambiente ha sottolineato come il responsabile per l’applicazione delle sanzioni sia il RUP dell’ARO. Il Comune, dunque, non può che limitarsi a segnalare i disservizi.

Al termine della lunga discussione, il punto è stato approvato a maggioranza, come dicevamo. E mercoledì prossimo si tornerà in Consiglio Comunale per l’approvazione del bilancio di previsione 2020.