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Piano di Zona, Zullo: «gestione surreale del distretto di Grumo Appula, chiedo a Emiliano di commissariarlo»

di Ignazio Zullopresidente del gruppo regionale Direzione Italia

Ignazio Zullo (foto Facebook)

Il Piano di Zona del distretto socio-sanitario di Grumo Appula va commissariato! Ormai, la conduzione delle attività è surreale perché unisce la cattiva gestione dei soldi pubblici con la fantasia amministrativa di chi dovrebbe gestirli. Un connubio che dovrebbe portare il presidente Emiliano ad accendere i riflettori su detto Ambito di Piano di Zona che oltre alla Asl di Bari comprende sei Comuni baresi (Grumo Appula, Toritto, Sannicandro di Bari, Binetto, Cassano delle Murge e Acquaviva delle Fonti). Per questo motivo oggi torno a sollecitare il commissariamento per fatti già segnalati al Presidente Emiliano in una mia precedente interrogazione.

Occorre fare una premessa: la Regione Puglia ha emanato nel 2017 il Piano delle Politiche Sociali che chiama gli Ambito distrettuali a redigere entro aprile 2018 il Piano di Zona per il triennio 2018/2020 e stanzia sostanziose risorse che mirano alla presa in carico sul piano socio-sanitario e socio-assistenziale chi, per vari motivi, ha bisogno di un sostegno alla fragilità. Per l’Ambito di Grumo sono stati stanziati 800.000 euro per il 2018 da utilizzare solo dietro approvazione del Piano di Zona da parte della Regione. Siamo nel 2019, ma alla Regione da Grumo non è stato presentata nemmeno la bozza del Piano di Zona. Un ritardo gravissimo che non si riscontra in nessun altro ambito distrettuale dell’ASL BARI e a pagarne le spese sono le persone con fragilità e le loro famiglie. E già questo è grave e dovrebbe mettere in allarme sia Emiliano sia il suo assessore al Welfare, Ruggieri.

Ma in questa vicenda se da una parte non si progetta nulla per il triennio si impegnano risorse addirittura per un ventennio, fino al 2040. Si dirà, ma se i finanziamenti sono triennali come è possibile che il Piano di Zona preveda di finanziare una piscina fino al 2040???

Questa la storia che meriterebbe davvero qualche accertamento: il Sindaco di Grumo Appula, a partire dal 2020, si è impegnato a versare 79mila euro per 20 anni per finanziare  un project financing per realizzare un centro sportivo con piscina coperta climatizzata. E fin qui è una vicenda tutta interna al Comune di Grumo Appula… se non fosse che lo stesso soggetto (il sindaco) come Comune capofila del Piano di Zona, d’accordo con i sindaci di Toritto, Sannicandro, Binetto e Cassano (assenti il sindaco di Acquaviva e il direttore generale della Asl),  decidono di contribuire alla realizzazione della “sua” piscina natatoria con 40mila euro annui da attingere dalle risorse del Piano di Zona che per ammissione della Regione è contro legge. Ma questi Sindaci chiamati a elaborare il Piano di Zona 2018-2020 per il quale hanno accumulato ad oggi un ritardo di un anno e ancora non se ne vede l’ombra, si sono premurato di impegnare risorse del ventennio 2020-2040 ad oggi inesistenti. Sì proprio un ventennio… e se dovesse cambiare la politica dei Piani di Zona in questo ventennio? E se non ci dovessero essere i soldi sufficienti nei prossimi venti anni?

Non solo, va anche detto che a soli 3 km, a Toritto, nell’ambito del presidio poliambulatoriale c’è una piscina riabilitativa per disabili vandalizzata e lasciata nell’incuria che avrebbe  titolo ad essere riattivata con i fondi dei Piani di Zona ma della quale i Sindaci non si preoccupano.

Perché quella di Toritto avrebbe titolo ad essere finanziata con i fondi dei Piani di Zona e quella di Grumo no? Perché la piscina di Toritto essendo riabilitativa risponde alle finalità dei Piani di Zona mentre la piscina di Grumo essendo natatoria destinata ad attività sportive si scontra con  un espresso divieto legislativo che vieta l’impiego di risorse del Piano di Zona.

Per questo ho sollecitato oggi Emiliano perché risponda senza perdere ulteriore tempo prezioso all’interrogazione presentata al presidente Emiliano e all’Assessore alle Politiche Sociali, Ruggeri, per valutare il commissariamento del Piano di Zona di Grumo, sia per i ritardi nella redazione del Piano di Zona 2018/2020 che si ripercuotono sui servizi da rendere alle persone fragili con il compito di redigere il Piano di Zona  ma anche per valutare la legittimità degli atti inerenti il coinvolgimento delle risorse del Piano di Zona nel project financing con accortezza sulle possibili azioni risarcitorie che il privato aggiudicatario della realizzazione della piscina potrà intentare contro il Comune e contro la Regione nel caso di mancato introito di somme nel ventennio 2020/2040 segnalando agli Organi competenti precise responsabilità personali che mettano al riparo Comuni e Regione dalle suddette azioni risarcitorie. L’azione del Commissario deve estendersi alla verifica della corretta gestione dei fondi assegnati all’ambito, alla valutazione dei servizi erogati alle persone fragili, alle gare di appalto espletate e deve concludersi con una relazione da sottoporre all’attenzione della Regione.