dai consiglieri di minoranza Linda Catucci (SìAMO Cassano), Davide Del Re (Più Cassano), Teodoro Santorsola (PrimaVera Cassano), Amedeo Venezia (PrimaVera Cassano) e Ignazio Zullo (SìAMO Cassano)

il gelso tra via Colamonico e via Thaon De Revel, oggetto di potatura in questi giorni a causa dei danni subiti dal tronco (foto Google Maps)

Pensiamo agli alberi. Dopo il pino secolare della Villa dei Caduti, è toccato a quelli della Sacro Cuore. In bilico l’albero ultradecennale di via Santeramo. Danni ambientali ed economici.

Come sarebbe bello se chiunque di noi trapiantato in altro Comune avesse più rispetto per la Comunità che lo accoglie. Noi non siamo tra quelli che, immaginando di trasferirsi o di operare in altro paese, entrano così a gamba tesa nel legame simbiotico tra i cittadini e i loro luoghi di vita e di crescita, come invece fanno ora per giunta anche alcuni tecnici consulenti, che farebbero bene a ricordare di essere incaricati di un pubblico servizio e non di essere dei supporters.

E non immaginiamo di farlo nemmeno se dovessimo soccorrere un Sindaco pro tempore, a maggior ragione dovendo riconoscere che il lavoro officiato deriva da un finanziamento ottenuto dall’Amministrazione precedente, sulla base di un progetto ancorché preliminare (e non un’idea) ma reso definitivo dal Commissario e poi cambiato dai nuovi arrivati. Per intanto, chi oggi ha l’opportunità di lavorare, dovrebbe dire grazie a quell’Amministrazione guidata da Lionetti che ha ottenuto un finanziamento di 400.000 euro e che non prevedeva l’abbattimento fatto dalla Di Medio.

Ma anche la “difesa d’ufficio” in favore dell’Amministrazione Di Medio va censurata nel merito! Si possono coltivare sensibilità diverse, ma giustificare l’abbattimento degli alberi che abbiamo visto crescere per 35 anni perché “danneggiavano il manto stradale”, è sintomo di una sensibilità in controtendenza con le istanze di valorizzazione naturalistica, ambientale e di bellezza paesaggistica dei centri urbani e delle periferie che i nostri tempi richiedono.

Gli alberi sono creature viventi dal valore inestimabile. Il loro pregio vale sia dal punto di vista ecologico che estetico. Negli spazi urbani gli alberi contribuiscono a rendere il paesaggio più sostenibile e salubre, riducono l’inquinamento, assorbono la CO2 e fanno da barriera ai rumori, ma, purtroppo, per chi ci amministra quei 33 alberi valevano meno del manto stradale.

Avremmo voluto, peraltro, che anche i giovani amministratori e tecnici incaricati avessero lo sguardo proiettato sulla vita, sì perché gli alberi sono un vero e proprio simbolo della vita, tanto che sia in Italia che nel mondo, si è deciso di piantare un albero per ogni nuovo bambino nato.

Ci ritroviamo un Sindaco e una compagine amministrativa che hanno compiuto un albericidio (in America è previsto l’arresto per tale condotta!), perché procuravano presunte e mai dimostrate allergie. E ci ritroviamo anche tecnici che, alla vita degli alberi, preferiscono il manto stradale.

Questa Amministrazione accumula danni erariali. Questo è l’ulteriore danneggiamento al patrimonio dell’Ente. Informeremo anche di questo la Corte dei Conti per accertare le responsabilità sui danni che, uno scriteriato abbattimento di 33 alberi il cui valore complessivo ammonta sicuramente a svariate migliaia di euro, ha certamente provocato alla Comunità cassanese.

Ma tant’è. Invece di costruire e portare avanti quanto ereditato, si abbatte ma non si costruisce.

 

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