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Pignatale si dimette da segretario del PD. «Continuerò a fare politica da militante e semplice cittadino»

di Vito Surico

Davide Pignatale (a destra) si dimette da segretario del Partito Democratico di Cassano delle Murge. Con lui, a presiedere l’assemblea cittadina, il presidente della sezione cassanese Pino Scatigna

Davide Pignatale rassegna le dimissioni da segretario del Partito Democratico di Cassano delle Murge.

La decisione è stata annunciata ieri, 27 giugno, durante un’assemblea cittadina con la quale il PD cassanese annunciava una riorganizzazione e un rinnovamento dell’attività e della struttura: azioni che, dunque, “partono dalla testa” con Pignatale che, spiazzando anche i componenti del direttivo, ha annunciato la propria decisione «irrevocabile».

La necessità di aprirsi al territorio, ha spiegato il presidente della sezione cassanese Pino Scatigna, nasce dalla volontà di «affermarsi meglio e crescere in una situazione politica generale che richiede la massima attenzione e, soprattutto, partecipazione».

Un percorso che, dunque, il Partito Democratico di Cassano delle Murge fa cominciare con uno “scossone”: «mi dimetto, e la mia decisione è irrevocabile, per consentire al partito di riattivare una dinamica di confronto e partecipazione», ha detto Pignatale.

L’ormai ex segretario del PD ha cominciato la sua relazione parlando di un partito che «non sta attraversando una fase positiva a livello nazionale. Pare essere ancora addormentato nonostante le primarie abbiano provato a restituirgli un’identità».

Ed è proprio dalle primarie che parte Pignatale, affermando che, stando ai risultati di Cassano, «c’è una buona parte di cittadini schierata a sinistra e che potrebbe avvicinarsi al PD». Per venire incontro a questa fascia di elettorato, dunque, dopo le politiche del 2018 il Partito Democratico di Cassano delle Murge «ha avviato una fase di totale apertura con un percorso interno di messa in discussione anche degli organi interni con assemblee permanenti per riattivare il confronto ed elaborare una proposta politica che metta al centro le idee».

Insomma, per Pignatale, a Cassano c’è la possibilità per tornare a parlare e, per accelerare questo processo, ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni: «in questi anni ci hanno detto che il PD di Cassano è chiuso, controllato. In realtà c’è tanta democrazia. E per questo faccio un passo indietro per motivazioni politiche e personali. Politiche perché ritengo che il partito, a livello nazionale, non sia capace di esprimere una visione di sinistra che metta al centro il lavoro, l’uguaglianza sociale, l’ecologia, il progresso, le pari opportunità, la qualità della vita, il progresso ecosostenibile e il futuro dei nostri figli. Abbiamo accettato, quasi passivamente, il pensiero capitalista trasformandolo in una sorta di socialdemocrazia. Il Movimento 5 Stelle è stato capace di sopperire a una domanda. Salvini ha raccolto il 38% alle Europee, ma è un dato vero a metà: c’è un 50% della popolazione che non ha votato e questa percentuale si riferisce, in parte, a elettori delusi dal PD con cui dobbiamo tornare a parlare dei temi di sinistra».

Ci sono poi motivi personali, legati alla propria esperienza da segretario: «nel mio percorso politico – ha affermato – ho incontrato persone di grande caratura politica che mi hanno insegnato dei valori che ho portato avanti senza mai derogare ai miei princìpi che magari mi hanno portato a fare errori. Ma a Cassano c’è un clima di perenne tensione, con guerre personali, odio e rancore che si rispecchiano nel tessuto sociale. C’è chi sacrifica amicizie pur di ottenere i propri risultati e restare attaccato alla poltrona. Cosa che io non ho mai fatto, dimostrando che mi porto dentro la visione del bene comune senza nessun tipo di attrazione per il potere come quando mi sono dimesso da assessore».

Davide Pignatale

Il suo ruolo di assessore al bilancio nell’Amministrazione Lionetti è stato forse l’apice della “carriera” di Pignatale da segretario del PD. Poi la scelta, che egli stesso ha definito «discutibile», di candidare il partito con PrimaVera Cassano che faceva capo a Teodoro Santorsola, figura storica della destra cassanese: «quando è stata fatta quell’alleanza – ha detto Pignatale al nostro giornale – la logica era quella di avere una forza trasversale e civica che mettesse al centro il bene del paese e non gli interessi di parte in una logica partitica. In quella fase la nostra attenzione era sul fatto che questi anni sarebbero stati decisivi per il rilancio di questo paese, che purtroppo non sta avvenendo. A distanza di due anni da quelle elezioni amministrative, credo che quell’esperienza non abbia più senso e dobbiamo ripartire. Vedo un’opposizione che fa una continua battaglia in Consiglio Comunale senza un’idea del paese a medio-lungo respiro. Si continua a parlare dei soliti problemi (Polisportivo, Casa Bianca, ecc.) senza che nessuno dica che idea ha di Cassano tra 10 o 15 anni. Non mi riconosco in questa politica che non mette le persone al centro. La scelta fatta nel 2017 mi è stata rimproverata nel partito, ma all’epoca aveva una logica che rivendico. Oggi, però, non è più attuale. Visto come si sta configurando la dinamica politica dal punto di vista amministrativo, non la ritengo più una proposta valida».

Il PD, dunque, è al lavoro per elaborare una proposta politica, per provare a rimettere insieme le forze di sinistra a Cassano anche se le premesse non sono certo delle migliori: dopo l’esperienza dell’Amministrazione Lionetti, infatti, la sinistra cassanese si è sfaldata con una parte (Iniziativa Democratica che fa capo all’assessore regionale Alfonso Pisicchio, rappresentata in Consiglio Comunale da Francesca Marsico) in maggioranza e un’altra in minoranza (con Più Cassano, unica forza dichiaratamente di sinistra alle comunali del 2017, con l’ex vice sindaco Davide Del Re unico eletto e vicino a Italia in Comune). I rapporti sono da ricucire, dunque, ma Pignatale ritiene che ci siano «i margini per poter ricominciare a dialogare. La politica deve essere capace di andare oltre le persone e basarsi su una visione che metta al centro il bene comune. Sto facendo un passo indietro anche per questo. Poi la scelta toccherà agli altri. Io continuerò a fare politica da iscritto al PD e da cittadino comune perché la politica si fa ogni giorno, persino sul posto di lavoro, quando cerchi di farlo bene e hai rispetto delle persone. Però auspico un ricompattamento, come è già evidente nel centrodestra cassanese. Chi verrà dopo di me dovrà raccogliere questa sfida e provare a rilanciare quel tessuto che possa portare ad una proposta chiaramente identificabile nel centrosinistra, con un’idea chiara che parli dei temi di sinistra: in un Comune come il nostro dobbiamo parlare dei problemi dei cittadini e cercare soluzioni per risolverli, dobbiamo parlare del tessuto sociale ed economico. Ci sono tanti poveri a Cassano, un commercio ai minimi storici, una proposta turistica che potrebbe decollare ma non lo fa. Dobbiamo pensare alla Cassano del domani: quella degli anziani, dei bambini, della redditività, della qualità della vita, dello sviluppo economico sostenibile e compatibile, del benessere. Io potrò dare il mio contributo, ma dovrà pensarci chi verrà dopo di me».

Insomma, Pignatale lascia, ma non vuole lasciare una “scatola vuota”, prova a lasciare dei contenuti che il PD di Cassano delle Murge dovrà provare a portare avanti affidandosi a un nuovo direttivo che verrà fuori dal congresso che si svolgerà, presumibilmente, tra settembre e ottobre.

Non sarà semplice, soprattutto perché dall’assemblea di ieri è emersa la necessità di provare a coinvolgere una sempre più ampia fascia di popolazione. Certo, alcuni volti nuovi ci sono (si pensi al ritorno dell’ex assessore Michele Lopane o ai nuovi iscritti Dario Morgese e Oreste Iavazzo, alle scorse amministrative candidati in Progetto in Comune), ma non basta. Il PD ha bisogno di forze fresche e di trovare la quadra di un cerchio che, a livello nazionale come a livello locale, pare proprio lontana dall’esser trovata.

l’assemblea del Partito Democratico di Cassano delle Murge discute del futuro del partito dopo le dimissioni del segretario Davide Pignatale