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Pinacoteca Comunale per riunioni di condominio. Di Medio: «concessa per un caso di omonimia». L’opposizione: «si fa beffe anche delle Istituzioni»

palazzo Miani-Perotti, sede della Biblioteca Comunale di Cassano delle Murge (foto d’archivio)

«È molto facile scorgere la superficialità del Sindaco nel suo tentativo, davvero maldestro, di giustificare il “caso Pinacoteca” con la genialata dell’omonimo».

Maria Pia Di Medio ha risposto, in data 9 dicembre, all’interpellanza dei consiglieri comunali di minoranza in merito all’utilizzo della sala conferenze della Pinacoteca Comunale per lo svolgimento di una riunione di condominio. La risposta, però, lascia a dir poco perplessi i consiglieri interpellanti già dalle prime righe: «lungi dal voler disattendere o violare le norme che tutelano il nostro prezioso patrimonio culturale, purtroppo sono incorsa in una situazione di omonimia con noto artista (pittore e scultore locale ma di fama internazionale)», scrive infatti la prima cittadina che chiarisce ancora che «la richiesta, peraltro scritta a mano con non perfetta calligrafia e pervenutami in fotocopia sbiadita, chiedeva la disponibilità di una sala della Biblioteca per un incontro di poche ore. Il congruo numero di firme quotidiane da apporre mi ha fatto tralasciare l’approfondimento dell’argomento dell’incontro, ma il nome del richiedente è stato per me una garanzia. Ahimè, come ho potuto accertare solo ieri [l’8 dicembre scorso, n.d.r.], è un omonimo!».

Di-Medio-segnalazione-consiglieri-di-minoranza.

Una risposta che, come scrivono i consiglieri Catucci, Del Re, Lapadula, Santorsola e Venezia nella nota di riscontro alla stessa non può «abbindolare i consiglieri comunali di opposizione come fossero degli allocchi. […] Emerge, ancora una volta esplicitamente, la Sua “coerente spregiudicatezza” nel farsi beffe di tutto e finanche delle Istituzioni interessate che, verosimilmente, non saranno disponibili a farsi sbertucciare e canzonare dalla Sua genialata – goffa, in verità – dell’omonimo, del quale Lei si guarda bene di fornire dati, riferimenti e più dettagliate quanto doverose informazioni».

E se la sindaca Di Medio, nella sua risposta, afferma che «sarà mia cura controllare pedissequamente e dare indicazioni ai dipendenti di far allegare il documento di identità a chiunque faccia richiesta di uso dei locali comunali disponibili per attività culturali», per i consiglieri di minoranza nell’istanza presentata al Comune il richiedente si firmava “amministratore del condominio Costone di Bruno” e il nominativo «non coincide con l’artista locale di fame».

Oltre, dunque, alla “goffa” motivazione della sindaca Di Medio per la concessione della Pinacoteca Comunale per un uso decisamente improprio, i consiglieri di PrimaVera Cassano, Più Cassano e SìAMO Cassano evidenziano come sia ancora più grave «l’aver autorizzato un atto non di competenza politica, ma di tipo gestionale e quindi afferente ai poteri dirigenziali. Dirigente o responsabile che non è stato nemmeno da Lei interessato, tanto che l’autorizzazione da Lei concessa, non riporta alcun visto o parere di dipendente comunale.

Tali comportamenti – concludono i consiglieri di minoranza nel loro riscontro alla risposta della Di Medio – sono da annoverarsi nella cosiddetta “gestione politica della clientela”, in spregio delle più elementari norme cui ogni Amministrazione deve conformarsi».

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I consiglieri di minoranza, infine, in una nota che accompagna la risposta della sindaca Di Medio e il loro riscontro ricordano anche che «la Soprintendenza, nel chiedere tempestivamente chiarimenti alla Di Medio, parla di “atti tesi a distrarre il bene dal vincolo culturale” con la previsione di “sanzioni penali”. Tanto da “trasmettere la propria nota al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale”».

Insomma, «non fosse così grave e serio l’aver concesso la Pinacoteca Comunale per far celebrare una riunione di condominio, ci sarebbe davvero da ridere a crepapelle. Ma così non è…

Lasciamo ai cittadini e ai lettori, ogni libera valutazione con la sola lettura degli atti che trasmettiamo. Diceva un grande personaggio dello schermo: “meditate gente, meditate!”».