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Politica d’estate: il Consiglio Comunale va deserto, ma non si smette di litigare

di Vito Surico

seduta deserta per il Consiglio Comunale del 28 luglio scorso (e, in seconda convocazione, del 29 luglio). In aula solo la Presidente Antonella Gatti e il Segretario Generale del Comune di Cassano delle Murge

È andata deserta, in prima e seconda convocazione, la seduta di Consiglio Comunale convocata dalla presidente Antonella Gatti per il 28 luglio (il giorno successivo in seconda convocazione) in cui si sarebbe dovuto discutere del punto all’ordine del giorno proposto dai gruppi di minoranza in merito all’“Annullamento in autotutela della DCC n. 11 del 06.06.2020 di approvazione del DUP 2020-2022 e della DCC n. 12 del 06.06.2020 di approvazione del Bilancio di Previsione 2020/2022”.

Un iter senza dubbio travagliato quello del Bilancio di Previsione o, meglio, della sua approvazione, inserita per la prima volta nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale del  27 maggio quando, per una pregiudiziale posta dai consiglieri di minoranza, la discussione fu rinviata. Nel Consiglio successivo, il 6 giugno, il Bilancio di Previsione è stato approvato con l’opposizione che ha abbandonato l’aula per poi proporre un punto all’ordine del giorno in cui si richiede, appunto, l’annullamento in autotutela delle delibere approvate.

L’ordine del giorno proposto da PrimaVera Cassano, Più Cassano e SìAMO Cassano si sarebbe dovuto discutere, dunque, il 25 giugno ma, dopo un lungo intervento dell’assessora al Bilancio Annamaria Caprio, il gruppo di maggioranza X Te ha abbandonato l’aula.

Il Consiglio Comunale si è poi riunito il 16 luglio ma all’ordine del giorno non era stato riproposto il punto delle minoranze che avevano protestato con la Presidente del Consiglio che, a sua volta, ne ha convocato uno appositamente per discutere dell’annullamento in autotutela del Bilancio di Previsione e del DUP per il 28 luglio.

Questa volta, però, già la sola convocazione ha sollevato le proteste dei gruppi di minoranza che hanno accusato la Presidente del Consiglio di aver tenuto un comportamento «arrogante, antidemocratico, impositivo, illegittimo, monocratico, irrispettoso» per non aver condiviso la decisione di convocare il Consiglio.

Alla nota dei gruppi di minoranza è arrivata la risposta della Presidente Gatti, prima che il Consiglio si tenesse, con la quale la stessa sottolinea come, citando Pirandello, «imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti».

Nella nota, giunta in redazione nella mattinata del 28 luglio, la Presidente del Consiglio «esprime notevole stupore e meraviglia nell’apprendere quanto sottoscritto dai capigruppo di minoranza a nome di tutti i consiglieri di opposizione. Ciò perché, il Presidente del Consiglio Comunale, convocando il consiglio comunale del 28 luglio 2020 non ha fatto altro che rispondere in maniera tempestiva e puntuale ad una precisa istanza dei suddetti consiglieri».

Antonella Gatti, poi, chiarisce che «le dichiarazioni contenute nella nota in esame sono smentite in maniera eclatante dalle dichiarazioni degli stessi sottoscrittori, dai loro silenzi e dalla loro istanza di convocazione del consiglio comunale del 16.7.2020 prot. n. 7151.

Preliminarmente – continua la Presidente Gatti – si rileva che nel consiglio comunale del 25 giugno scorso convocato in data 22 giugno, su richiesta “urgente” delle minoranze formulata per iscritto lo stesso 22 giugno prot. n. 6025/2020, veniva inserito all’ordine del giorno il punto: “annullamento in autotutela delle DCC n.11 del 6.6.2020 di approvazione del DUP 2020 e DCC n. 12 del 6.6.2020 di approvazione del Bilancio 2020/2022”.

I consiglieri proponenti in quella occasione si ritennero più che soddisfatti di aver avuto immediato riscontro (praticamente il giorno stesso della presentazione) alla loro istanza e dell’inserimento del punto da loro proposto già al Consiglio Comunale del 25 giugno.

Il Presidente del Consiglio, infatti, pur avendo 20 giorni di tempo per valutare ed accogliere l’istanza della minoranza, senza neppure avere il tempo di notiziare il Sindaco, la giunta e gli altri consiglieri di maggioranza, per spirito di collaborazione, disponibilità, apertura nei confronti delle istanze della minoranza, inserì immediatamente il suddetto punto nel convocando consiglio comunale da tenersi tre giorni dopo, ovvero il 25 giugno.

Sicché, al momento della discussione di tale punto all’odg la maggioranza tutta abbandonava i lavori consiliari facendo venir meno il numero legale.

Pertanto, durante il consiglio comunale del 16 luglio scorso è stata reiterata da parte dei consiglieri di minoranza una istanza di convocazione del consiglio comunale, ai sensi dell’art. 16 del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale, protocollata dall’ufficio di segreteria dell’ente in data 20.7.2020.

Al momento della presentazione della nuova istanza, il capogruppo di Primavera Cassano, a nome di tutti i consiglieri di opposizione chiedeva una convocazione urgente del Consiglio Comunale e testualmente dichiarava di volerla “a ventiquattro ore lavorative” da quel giorno (si veda registrazione della diretta streaming 3.54.00 – 3.55.05).

Con la stessa istanza scritta del 16.7.2020 prot.n. 7392 testualmente “i sottoscritti consiglieri… chiedono la trattazione urgente”.

Quindi, questo Presidente, proprio per venire incontro alla richiesta urgente delle minoranze e non comprimere le loro aspettative, ha convocato il Consiglio Comunale alla prima data utile tenendo conto tanto della data di protocollazione della istanza (20 luglio) quanto dei termini previsti dal regolamento per la convocazione del consiglio allorquando si discute di bilancio comunale.

Con riferimento alla mancata convocazione della commissione si rileva innanzitutto che non compete al Presidente del Consiglio convocarla, bensì al Presidente della Commissione consiliare competente, pertanto, non può attribuirsi allo stesso Presidente la responsabilità della mancata convocazione della stessa.

Vi è dippiù!

Il punto, come si è detto, era già stato inserito nel consiglio comunale del 25 giugno scorso, su richiesta espressa dei sottoscrittori e senza passaggio in commissione senza che perciò sia stata sollevata alcuna contestazione né scritta né orale né nel consiglio comunale del 25 giugno né in quello del 16 luglio scorso.

Nessuno dei consiglieri di minoranza ha lamentato nulla se non nel consiglio comunale del 16 luglio scorso, quando, con sorpresa ed impreparazione di tutti (nessuno aveva nemmeno una copia della delibera che chiedevano di discutere e votare) gli stessi chiesero di discutere il punto non discusso nel consiglio precedente per abbandono dell’aula da parte della maggioranza.

Tuttavia, questo Presidente proprio per non deludere le aspettative della minoranza e venire incontro alla loro richiesta suggerì loro di ripresentare seduta stante l’istanza di convocazione di un consiglio comunale sul punto.

Cosa che è accaduta con conseguente “urgente” (come chiesto dai consiglieri di minoranza) convocazione del consiglio comunale del 28 luglio ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 16 del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale che statuisce: “su richiesta di almeno un quinto dei Consiglieri in carica o del Sindaco, il Presidente è tenuto a riunire il Consiglio Comunale entro venti giorni dalla data in cui viene registrata la richiesta al protocollo dell’Ente”.

Laddove i fatti descritti non dirimessero la questione posta alla attenzione dei destinatari della nota in oggetto, si precisa quanto segue in punto di diritto.

Più precisamente dal punto di vista regolamentare, si eccepisce innanzitutto che non sussiste alcuna violazione dell’art. 28 citato dai capigruppo firmatari il quale, a differenza di quanto essi sostengono, disciplina le “Modalità della discussione” degli argomenti iscritti all’ordine del giorno del Consiglio Comunale e non la Conferenza dei Capigruppo.

La norma che invece si riferisce alla Conferenza dei Capigruppo è l’art. 50 del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale.

Lo stesso, nel descrivere la Conferenza dei Capigruppo come organo consultivo del Presidente del Consiglio, non definisce il parere della Conferenza dei Capigruppo come obbligatorio e vincolante per il Presidente del Consiglio e, dunque, non vi è alcun obbligo per il Presidente del Consiglio di chiedere il parere dei Capigruppo né lo stesso, laddove espresso, vincola il Presidente nelle su decisioni.

In ultimo, ma non meno importante rispetto a quanto si è detto sopra, vi è che il comma 2 dell’art. 50 citato stabilisce che la Conferenza dei capigruppo, oltre che dal Presidente del Consiglio può essere convocata anche dalla maggioranza dei capigruppo.

Ebbene, nella fattispecie concreta che ci occupa, i Capigruppo sono 4 di cui 3 di opposizione, ben rappresentando quindi la maggioranza.

Per queste ragioni, fra le altre, si respingono le contestazioni mosse e si confida in un dialogo più sereno al quale sempre questa presidenza continua ad aspirare».

Fin qui i chiarimenti della Presidente Gatti e la risposta alla nota di PrimaVera Cassano, Più Cassano e SìAMO Cassano.

Sempre nella mattinata del 28 luglio, poi, il gruppo di maggioranza X Te informava, con una nota pubblicata poi su Facebook il 30 luglio, la propria «indisponibilità a presenziare» alla seduta del Consiglio Comunale per motivi «di metodo».

Il capogruppo di X Te, Pasquale Campanale, proponeva ai colleghi Santorsola, Del Re e Catucci di discutere la proposta dei gruppi di minoranza a fine agosto (insieme all’accantonamento dei fondi dei crediti di dubbia esigibilità, di cui si discuterà, appunto, in tale data). Una istanza che X Te definisce «collaborativa» ma che, tuttavia, «è rimasta senza risposta tanto da indurre la Presidente del Consiglio a convocare il Consiglio Comunale a norma di regolamento» (già ampiamente citato dalla Presidente Gatti nella sua nota). X Te, inoltre, stigmatizza il comportamento dei gruppi di minoranza che «mira a stravolgere la realtà e la cronologia degli eventi e trasformare artatamente le opposizioni da carnefici a vittime».

«Non è nostro intento rifuggire dal confronto e dal dialogo istituzionale – scrivono i consiglieri di X Te – e sin d’ora confermiamo la volontà di discutere il punto proposto dalle opposizioni durante il prossimo Consiglio utile ovvero quello a fissarsi per gli adempimenti necessari e conseguenti all’accantonamento dei fondi crediti dubbia esigibilità».

Insomma, le opposizioni chiedono il dialogo ma poi, secondo il gruppo di maggioranza, non danno «disponibilità ad un confronto leale e democratico trincerandosi dietro una sterile polemica che tradisce un atteggiamento tutt’altro che distensivo e collaborativo volto al bene della comunità».

Com’è andata a finire è sotto gli occhi di tutti (anche grazie ai video che restano su Facebook): il Consiglio Comunale è andato deserto.

«I motivi della nostra assenza sono stati comunicati prima della riunione del Consiglio Comunale dei 28 e 29 luglio al Prefetto di Bari e si racchiudono essenzialmente in quello che testualmente recita l’articolo 50 del Regolamento del Consiglio: “La Conferenza dei Capigruppo è organo Consultivo del Presidente del Consiglio che concorre alla programmazione delle riunioni e a stabilire quant’altro risulti utile per il proficuo andamento dell’attività del Consiglio Comunale. Gli scriventi, infatti, non sono stati convocati per stabilire la data e le modalità del Consiglio» hanno poi spiegato con una nota inviata alla stampa i gruppi di minoranza per i quali si è trattato di «una palese violazione della Legge comunale!».

Infine la stoccata: «il sindaco Di Medio anziché tentare di fare l’avvocato dell’avvocato, tra l’altro con date errate, continui beatamente a starsene in vacanza. Cassano difficilmente nota la sua assenza…».

E nel gioco delle citazioni, se la presidente Gatti richiama Pirandello, Santorsola&Co si rifanno a Catone il Censore: «non possiamo controllare le male lingue degli altri, ma una vita retta ci consente di ignorarle».

Politica d’estate, insomma…