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Progetti di Utilità Collettiva, PD: «a che punto è l’organizzazione da parte del nostro Comune?»

dal Partito Democratico di Cassano delle Murge

A che punto è l’organizzazione dei Progetti di Utilità Collettiva da parte del nostro comune? Nei Patti per l’inclusione Sociale e nei Patti per il lavoro è previsto che i beneficiari del Reddito di cittadinanza partecipino a dei Progetti di Utilità Collettiva (Puc) all’interno del comune di residenza per almeno 8 ore a settimana aumentabili fino a 16.

Dopo lo stop dovuto all’emergenza Covid, dal 10 luglio 2020 tutti i Comuni italiani devono attivare i Puc, che sono progetti elaborati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e gestiti dai singoli Comuni, ai quali i percettori del Reddito di cittadinanza abili al lavoro sono obbligati ad aderire.

È importante sottolineare l’importanza che i Puc possono avere per i comuni e quale grande occasione di inclusione e crescita possano rappresentare per i beneficiari e la comunità stessa. Gli ambiti di intervento dei Puc sono sei: Sociale, Culturale, Artistico, Ambientale, Formativo, Tutela dei Beni Comuni. Si possono citare ad esempio: supporto ad anziani con disabilità, manutenzione arredo urbano, parchi pubblici e giochi per bambini; pulizia cortili scolastici e raccolta di rifiuti abbandonati, supporto all’organizzazione di eventi culturali ecc. Queste attività a servizio dei comuni sarebbero a costo zero per le amministrazioni che le organizzano (assicurazione Inail a parte che verrebbe pagata dallo Stato) a tutto beneficio della comunità e dell’integrazione sociale che ne deriverebbe.

È un momento di forte criticità per la nostra comunità; stiamo cercando di lottare insieme contro un nemico invisibile e infido e molto spesso ci scontriamo con chi non ha ancora compreso l’importanza del rispetto delle regole e la quasi assenza di controlli; allora perché non impiegare i percettori in questa terribile emergenza per segnalare assembramenti o vigilare il territorio?