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Progetto “Lame”, Lamafutura: «le bugie hanno le gambe corte»

lamafuturaIl comitato cittadino “Lamafutura” ha diramato, attraverso il proprio gruppo Facebook, un doppio comunicato stampa in merito alla vicenda dell’apertura delle buste per l’assegnazione dei lavori del progetto “Lame”.

«Abbiamo ritenuto doveroso rispondere, per fare così chiarezza, a quanto erroneamente affermato dal sindaco uscente Di Medio, sullo specifico argomento, nel suo Comunicato stampa dell’8 maggio», si legge nella nota che accompagna la prima parte del comunicato. «Per rendere più comprensibile ai cittadini la complessa problematica», si spiega, «è stato necessario articolare con un certo dettaglio i temi trattati e, di conseguenza, suddividere il Comunicato in due parti».

Ecco la prima, pubblicata nel gruppo Facebook “Lamafutura” ieri mattina.

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE

PROGETTO “LAME” 

In riferimento al comunicato dell’8 maggio 2014 della dott.ssa Maria Pia Di MEDIO in merito al tanto decantato Progetto LAME il COMITATO CITTADINO “LAMAFUTURA” ritiene di dover chiarire, sulla base di atti documentali, alcune fuorvianti affermazioni riportate nel “Comunicato stampa” del Sindaco uscente e ricandidato.

Purtroppo per rispondere in maniera comprensibile a così numerose falsità è stato necessario predisporre un documento articolato che è stato volutamente suddiviso in due parti

PRIMA PARTE

1.- DI MEDIO: E’ facile parlare quando non si risponde di nulla, né penalmente né economicamente. È facile fare le battaglie con le parole e con i coinvolgimenti emotivi, tanto non si risponde di nulla, nemmeno ai posteri, si può sempre negare tutto, tanto chi si ricorderà chi è stato a far perdere una opportunità di messa in sicurezza del paese!

Il sindaco DI MEDIO, in risposta alle nostre osservazioni sulle gravi carenze del progetto, già in fase di appalto, ci ha assicurato, sin dal primo incontro (3 giugno 2013), che le opere avevano ottenuto tutte le approvazioni degli Organi sovraordinati e che, qualora Le fosse pervenuto uno stop anche da uno soltanto di detti Enti, avrebbe conseguentemente provveduto a fermare la gara.

Abbiamo accertato che le cose non stavano come il sindaco ci aveva detto: il progetto non solo era privo della autorizzazione ad eseguire le opere da parte dell’ex GENIO CIVILE ma l’autorizzazione non era stata nemmeno richiesta a detto ufficio e, quindi, era (e lo è ancora) del tutto ILLEGITTIMO il bando e la relativa gara d’appalto.

Per ben due volte (in data 1 agosto 2013 e, dopo il sopralluogo di un tecnico regionale, in data 18 novembre 2013) il Genio Civile ha bocciato il progetto e, al solo fine di non far perdere il finanziamento, ha condizionato il parere favorevole ad una riformulazione del progetto sulla base delle seguenti prescrizioni: 1) Messa in sicurezza dell’intero canale esistente; 2) Eliminazione della vasca n. 1 posizionata a ridosso dell’abitato; 3) Adeguamento della sezione del tratto in cui il canale subisce un drastico restringimento, causa delle inondazioni della Zona Industriale.

L’Amministrazione DI MEDIO, invece di accogliere i suggerimenti cogenti dell’Ente sovraordinato, competente per le opere idrauliche, ha aperto un contenzioso presso il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP) finalizzato ad annullare tali prescrizioni. La Regione Puglia, regolarmente costituitasi in giudizio, ha definito INAMMISSIBILE il ricorso essendo il suo giudizio discrezionale e, come tale, insindacabile. Ha chiesto pertanto al TSAP di rigettarlo. La causa è stata rinviata all’11 giugno 2014.

2.- DI MEDIO: La sottoscritta ne risponde economicamente sia con la propria persona sia con le casse del Comune. Perché le casse del Comune ci rimetterebbero se l’opera NON venisse realizzata e non, come si vuole far credere, se si realizza.

Con decisione assolutamente temeraria, a firma dell’ing. Petruzzellis, (consapevole il sindaco DI MEDIO) il 6 maggio u.s. hanno deciso l’apertura delle buste della gara per l’individuazione della ditta cui affidare i lavori. Fatto gravissimo l’aver mandato in gara un progetto privo della necessaria autorizzazione ad eseguire le opere.

Allo stato delle cose:

  • I lavori non potranno avere inizio fino a quando non sarà risolto con una sentenza il giudizio pendente dinanzi al TSAP contro la REGIONE PUGLIA (tempi della giustizia medio-lunghi tra CTU; perizie e controperizie ecc.ecc.);
  • Finanziamento quasi certamente PERSO (le opere dovrebbero essere interamente realizzate e rendicontate a Bruxelles entro il 30.06.2015);
  • Danni per i CITTADINI di CASSANO: All’impresa vincitrice di gara d’appalto spetterà il “MANCATO UTILE” a cui si aggiungeranno i danni dimostrabili in un “lodo arbitrale” per aver dovuto tenere (dalla data di individuazione dell’impresa quale vincitrice di gara d’appalto) un’organizzazione imprenditoriale “pronta” a dare inizio ai lavori; danni che, data l’entità dei lavori, facilmente ammonteranno a diverse centinaia di migliaia di euro.
  • Possibile riconoscimento di “Danno erariale” da parte della CORTE dei CONTI a carico dei responsabili.

3.- DI MEDIO: La “fretta” rimarcata è semplicemente dovuta al fatto che è arrivato l’ultimo sollecito da parte della Regione, del Responsabile della Misura, di andare avanti celermente con l’iter di affidamento e realizzazione, pena l’immediato definanziamento.

Il sollecito da parte della Regione Puglia è una lettera inviata a tutti gli Enti beneficiari di finanziamenti europei per segnalare la data ultima perentoria per la “rendicontazione” a Bruxelles e non già una prescrizione per il Comune di Cassano,

4.- DI MEDIO: La realtà è che Cassano si allaga anche in occasione di piogge intense, non solo alluvionali.

La strozzatura  che ha ridotto la capacità di deflusso del cosiddetto “CANALONE (da 35 mc/sec, a circa 3 mc/sec, come stimato dal Comitato Tecnico provinciale) ha inficiato la validità idraulica dell’unica vera opera che ha protetto Cassano negli ultimi sessant’anni

A chi ascrivere la responsabilità?? Alle Amministrazioni succedutesi negli anni ’90, oppure all’Amministrazione DI MEDIO che, nel 2011, ha prolungato tale strozzatura per altri 524 metri???

5.- DI MEDIO: Ora abbiamo una occasione unica con un congruo finanziamento che ci permette di METTERE IN SICUREZZA IL CANALONE, sia con la realizzazione del canale sfioratore sia con l’esecuzione di opere di ripristino dell’interno dello stesso.

È incredibile la sfrontatezza del Sindaco!!!

Nel progetto esecutivo che si vorrebbe realizzare non vi è traccia di opere di manutenzione straordinaria e/o messa in sicurezza del canale sotterraneo esistente.

È dal 3 giugno 2013 che il Comitato Cittadino “LAMAFUTURA” sta chiedendo di destinare parte del finanziamento ottenuto per la messa in sicurezza del “CANALONE”, ricevendo il sistematico rifiuto della DI MEDIO perché, a suo dire, tali opere non possono essere finanziate con il fondo europeo disponibile.

Fin qui la prima parte del comunicato. Ecco, invece, la seconda parte pubblicata questa mattina.

PARTE SECONDA

6.- DI MEDIO: La realizzazione delle vasche di laminazione, integrate nell’ambiente e con impatto visivo pari a 0 , sono una soluzione tecnica che permette di ridurre la violenza del flusso delle acque (che scorrerebbero nel Canalone con una velocità assai minore e quindi meno distruttiva) e che ne permette il riassorbimento controllato.

Ci vuole davvero molto coraggio ad affermare impunemente che le opere fuori terra che si vorrebbero realizzare e, in particolare, i due vasconi in calcestruzzo armato con sponde che in alcuni punti superano i 7 m di altezza siano ad impatto zero!!!

E’ questa una incontestabile contraffazione della realtà posto che tutti gli Enti, sovraordinati deputati a concedere le relative autorizzazioni, hanno ripetutamente evidenziato un inaccettabile impatto ambientale.

Le opere, che si vorrebbero realizzare, non sono, infatti, rispettose del Piano Urbanistico Tematico Territoriale Paesaggio (PUTT/P) come stigmatizzato nella prima nota del Servizio Assetto del Territorio della Regione Puglia (del 07/08/2013) che invitava il Comune a ritirare, in autotutela, l’autorizzazione paesaggistica implicitamente rilasciata…

Ma allora come mai lo stesso Ente, con successiva nota del 18.11.2013, senza dare il benché minimo chiarimento ha subdolamente riconosciuto solo la “legittimità formale” della compatibilità Paesaggistica rilasciata dalla Commissione Locale del Paesaggio (art. 7 della LR.7 ottobre 2009 n. 20)?

Ma questo NON vuol dire che le opere che si vorrebbero realizzare sono rispettose delle normative vigenti in tema di paesaggio per cui, di fatto, permangono inalterate le originarie osservazioni dell’Ente regionale e la compatibilità paesaggistica è frutto solo di un irresponsabile operato della Commissione Locale del Paesaggio. Al riguardo il Comitato Cittadino “LAMAFUTURA” ha inoltrato uno specifico esposto sia al Presidente della Giunta Regionale che alla Procura della Repubblica.

La scelta progettuale di sfregiare la Murgia con grandi colate di cemento necessarie per la realizzazione delle vasche, che peraltro non risolvono i problemi di allagamento dell’abitato e della Zona Industriale di Cassano, nasce da una volontà precostituita (di cui si ignora l’origine) piuttosto che da una esigenza idraulica imposta dello stato dei luoghi.

7.- DI MEDIO: La tanto decantata opposizione della Regione (leggasi SOLO DEL GENIO CIVILE perché tutti gli altri settori interessati hanno dato l’approvazione!) è stata sollecitata con scorretto rapporto personale di amicizia con i funzionari! (come dagli interessati decantato pubblicamente più volte e che sarà rendicontato nelle opportune sedi)”.

Le capziose illazioni della DI MEDIO non trovano riscontro nella voluminosa documentazione esistente ed, in particolare, nei pareri espressi sia dall’Autorità di Bacino che del Comitato tecnico della Provincia di Bari ed anche dagli uffici regionali.

Molto gravi e del tutto censurabili sono le affermazioni della DI MEDIO che il Comitato si riserva di affrontare nelle sedi opportune e non meritano neppure un commento.

Esaminando in dettaglio l’iter approvativo del progetto LAME, riguardo al citato “scorretto rapporto personale di amicizia”, in verità dovrebbe la DI MEDIO spiegare il come ed il perché:

  • L’Autorità di Bacino, nei primi due pareri stroncava la validità del progetto ma, poi nel suo ultimo parere sanciva la compatibilità al PAI riservandosi, comunque di eseguire le necessarie verifiche in fase di collaudo finale.
  • La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, peraltro assente alla Conferenza di Servizi, dapprima riteneva non compatibile la realizzazione di strutture in C.A. fuori terra ma, successivamente, esprimeva il proprio assenso all’utilizzo di manufatti in C.A.
  • Il Comitato Tecnico del VIA della Provincia di Bari forniva una valutazione molto negativa del progetto ma, con Atto Dirigenziale n. 580/2012, il progetto veniva escluso dalla procedura di VIA, anche se con pesanti prescrizioni.
  • Il Servizio Assetto del Territorio della Regione Puglia con un primo parere sollevava numerose illegittimità ed incompatibilità del progetto esecutivo con le tutele e vincoli posti in essere sia dal PUTT/P Puglia che dal D.Lgs. 42/2004 e poi si limitava a sancire la legittimità formale della compatibilità Paesaggistica rilasciata dalla Commissione Locale del Paesaggio senza promuovere le azioni conseguenti previste dalla legge.
  • Solo Il Servizio Lavori Pubblici, ad una prima nota cui venivano evidenziate gravi carenze progettuali, ha successivamente subordinato l’autorizzazione all’esecuzione delle opere idrauliche ad una profonda revisione del progetto.
  • L’Amministrazione comunale, ancora una volta a spese dei cittadini, intentava un velleitario ricorso al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche volto a contestare le scelte tecnico discrezionali di un Ente sovraordinato (Regione Puglia -Servizio Lavori Pubblici) e, come tali, incensurabili in sede giurisdizionale.

8.- DI MEDIO: Ogni opera pubblica è nell’interesse della maggior parte della cittadinanza. Invece ci sono interessi privati in chi si oppone alla realizzazione dell’opera perché vengono espropriati dei terreni e via dicendo.

Qualche tempo fa l’Amministrazione riteneva che l’operato del Comitato Cittadino “LAMAFUTURA” fosse strumentalmente ispirato da candidature politiche dei suoi componenti e non da un interesse legittimo di cittadini che volevano scongiurare lo scempio del territorio e delle risorse naturali del Paese.

Oggi, smentita dai fatti, si insiste su incomprensibili interessi privati per la salvaguardia di qualche migliaio di metri quadri di terreno, di natura agricola e, come tale, di inconsistente valore economico. Basti pensare che, ad esempio, per i terreni interessati dalla vasca n. 1 l’indennità complessiva di esproprio è di soli 8.641 euro!

Ben diverso sarebbe, invece, il valore economico dei suoli edificatori (ex fornace ecc.) che sarebbero svincolati dal PAI con la realizzazione della vasca n. 1!! Situazioni analoghe e, forse ancora più rilevanti, sarebbero i vantaggi, a valle della vasca 2, per cui sullo specifico argomento sarebbe meglio stendere un velo pietoso. Intelligenti pauca.

9.- DI MEDIO: È  vergognoso spacciare per ambientalismo l’interesse privato.  È vergognoso creare falso allarmismo tra la gente con informazioni artatamente imprecise ed incomplete. 

È vergognoso travisare i fatti per il proprio tornaconto. 

Viene da pensare che il SINDACO, nel proferire tali invettive, si stesse guardando allo specchio!!!