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Reggenza IISS “Leonardo da Vinci”, ID: «in Consiglio Metropolitano c’era chi voleva l’accorpamento»

di Francesca MarsicoIniziativa Democratica Cassano delle Murge

Sorprende molto, quando si fa politica, come le verità soventemente vengano totalmente ribaltate. Ne è un eloquente esempio ciò che è accaduto lunedì scorso durante il Consiglio metropolitano di Bari.

Il consigliere metropolitano di Iniziativa Democratica, Michele Laporta, ha faticato non poco, dopo avere discusso in maggioranza, convincendo altri colleghi a supportare l’“affaire liceo”, di quanto sarebbe stato pernicioso dare indicazione alla regione Puglia di accorpamento del nostro unico istituto superiore a due scuole superiori di Acquaviva.

La scuola superiore di Cassano ha bisogno del sostegno di tutti. E chi crede che il pericolo accorpamento sia scongiurato, dimentica due fattori di estrema importanza.

Il primo. Avere votato la delibera così come trasmessa dagli uffici metropolitani con la chiara indicazione in cui “si esprime parere positivo in virtù dell’aumento positivo delle iscrizioni” è un chiaro risultato di mesi di lavoro silenzioso ed efficace. Prima di arrivare a questo traguardo, bisogna ricordare che le ingerenze sugli uffici sono state tante: si è persino paventato il rischio di un emendamento pro accorpamento dell’ultimo minuto alla delibera, ma il buon senso, e le ragioni di una collettività, per il momento hanno avuto la meglio su interessi politici di campanile che avrebbero avuto come risultato l’annientamento del nostro unico istituto superiore, fiore all’occhiello di una Città che chiede a gran voce riscatto, sviluppo, identità e cultura. Sì, perché perdere un elemento così importante per i cassanesi per dare voce a spinte campanilistiche, quasi al limite dell’idea di possesso medievale, vuol dire non volere bene alla propria gente ed a se stessi. Sì, perché un consigliere metropolitano, come Michele Laporta è stato chiamato a fare gli interessi di una provincia e questa volta ha protetto anche una città, la nostra Cassano. Questo è il principio che dovrebbe ispirare chi è stato votato non solo da una Città, ma da una provincia intera. Credere nel riscatto del nostro istituto superiore vuol dire sposare un progetto lungimirante fatto di storia e dedizione di una comunità creato ormai più di un anno fa a discapito di miopi dinamiche politiche provincialistiche.

Sì, perché in Consiglio metropolitano poi, lo spirito peggiore del pensare a sé e al proprio tornaconto era presente a gran voce con l’assenza di chi invece avrebbe dovuto curare gli interessi, anche dei “vicini di casa”, tutelando il liceo, quale unico faro di riscatto per la collettività cassanese.

Poi la seconda ragione. Chi oggi crede che il rischio accorpamento sia scampato, evidentemente dimentica che la partita è appena cominciata: ora l’“affaire liceo” deve superare l’ostacolo provincialistico della Regione. Sappiamo che il liceo è un gioiello e nonostante la massima attenzione dei nostri referenti politici in Regione, siamo ben consapevoli che in quanto prezioso è appetibile. Per questo sarebbe finalmente il momento di unire tutte le forze politiche in campo per giocare insieme la partita della cultura, della crescita, dello sviluppo perché se si aiuta una comunità a crescere, come quella cassanese, a vincere saranno tutti. Ed in questo caso una Regione intera.