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Regionali 2020: una riflessione sui risultati delle elezioni di Iniziativa Democratica di Cassano delle Murge

di Francesca Marsicoconsigliera comunale di Cassano delle Murge

la consigliera comunale di Iniziativa Democratica Francesca Marsico, la sindaca Maria Pia Di Medio e l’assessore Michele Campanale con Alfonso Pisicchio, candidato alle scorse regionali con “Senso Civico – Un nuovo Ulivo per la Puglia”

Spente le luci dei riflettori, finalmente la calma. Ora l’attesa per quella percentuale che va oltre il limite di sbarramento per l’accesso al Consiglio Regionale ma che di fatto non assegna, al momento, alcun seggio. C’è chi lo chiama furto di democrazia, seggi fantasmi, situazione da trama kafkiana, ma la realtà è che non tornano i conti. Anche senza premio di maggioranza mancherebbe un seggio, nella peggiore delle ipotesi. Pertanto, a prescindere da tutto, è necessario attendere.

Con “Senso Civico – Un nuovo Ulivo per la Puglia”, a bocce ferme, abbiamo assistito al pensiero divergente che sposa idee e progetti. Con Alfonso Pisicchio abbiamo cercato di caratterizzare la politica regionale non in un mero e sufficiente voto per gli uni o per gli altri, ma in un voto consapevole, per un movimento regionale fatto di donne e uomini con competenze, proposte e idee mai urlate. Abbiamo sposato un partito di controtendenza in cui né i nomi sulle liste e neppure gli slogan urlati ci hanno appartenuto. Abbiamo riconosciuto nel nostro simbolo il valore delle parole gentili, a volte anche sussurrate. Come mai abbiamo lanciato invettive o parole di odio ad alcuno.

La nostra è stata, ed è, una politica diversa che ci riempie di orgoglio e che ci fa credere che con quei 70mila voti di preferenze esiste una Puglia diversa, alternativa e che va sostenuta e coltivata.

Non abbiamo avuto mesi semplici e forse per chi ha fatto della propria vita vessillo di correttezza e integrità sapeva già che sarebbe stata una campagna elettorale anomala e dai risvolti difficili, ma la tenacia del gruppo ha fortemente voluto la presenza del leader del movimento senza cui il quorum non sarebbe mai giunto alla percentuale di sbarramento utile per sedere in consiglio regionale. La circoscrizione di Bari è quella con il numero maggiore di preferenze alla lista di Pisicchio.

Un punto a parte invece merita la riflessione del post voto a Cassano. Nella nostra comunità è evidente che lo tsunami dei mesi scorsi abbia lasciato strascichi. Strascichi che però non hanno smorzato l’entusiasmo e la rinnovata fiducia nella politica perbene e dei fatti che ci caratterizza da sempre.

Di avversari ne abbiamo tanti, probabilmente anche nemici, ma insieme ad essi sappiamo di poter contare sullo zoccolo duro di chi si approccia alla politica non per convenienza, non per campanilismo, ma per passione e gioia di mettere se stessi a disposizione della collettività. La politica infatti è questo. Essere al servizio della comunità e non servirsi della gente.

La politica sa essere anche tiranna soprattutto per chi governa perché si è esposti e perché si è additati: le scelte, in quanto tali, sono sempre sofferte, difficili e spesso cariche di negatività come per chi naviga in mari tempestosi ma ha ben dritto l’obiettivo. Lo stesso Ulisse, da vero leader, non ha mai perso l’obiettivo del ritorno alla sua Itaca anche se i numi lo hanno condotto lontano dalle sue radici.

Così noi continueremo, nonostante tutto, a sostenere le idee di pace, bellezza, cultura e opportunità di “Senso Civico – Un nuovo Ulivo per la Puglia”. I nostri elettori sono stati tanti e consapevoli e per questo ci sentiamo di ringraziarli due volte: per la fiducia riposta nei candidati e per la motivazione con cui ci supportano. Credere nei candidati di “Senso Civico” ha dimostrato anche che Cassano è in grado di uscire da dinamiche preconfezionate e provincialistiche che hanno addotto come motivazione al voto semplicemente l’appartenenza di diritto di nascita a Cassano o anche più banalmente l’invidia di vedere sconfitto chi lavora costantemente.

Fare politica vuol dire ben altro, come recarsi nell’urna elettorale e scegliere con consapevolezza un candidato divergente dalla massa, ma capace e saggio. Non per mera convenienza numerica (impossibile non riflettere sul voto raccattato da più rappresentati politici che come foglie al vento si dirigono erranti senza consapevolezza e rispetto degli assetti politici locali).

Questa è la vera ricchezza per una comunità, la consapevolezza di avere a fianco persone integerrime e corrette; il pensiero divergente è la prima lanterna di democrazia e libertà e noi saremo disposti sempre a sostenerla. Anche soffrendo sino all’ultimo voto. E sino all’ultima parola della Corte di Appello.