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Rendiconto e debiti fuori bilancio approvati. Una “distrazione” di Santorsola causa il rinvio della discussione della Relazione della Commissione d’Indagine

di Nicola Surico

l’assessora Annamaria Caprio relazione sul Rendiconto di Bilancio 2018 durante il Consiglio Comunale del 4 giugno 2019

Erano ben 11 i punti all’Ordine del Giorno da discutere ieri in Consiglio Comunale, un consiglio che si presagiva sarebbe stato “fiume”, e così è stato: oltre 14 ore di discussione, dalle 8:30 fin oltre le 23:00, ma ancora una volta la parte del leone l’hanno fatta i preliminari, che hanno occupato l’intera mattinata. Due le interrogazioni presentate per le quali c’era già risposta scritta (ancora questione rifiuti e calendario disinfestazione), una terza presentata in mattinata e letta in consiglio, sulla quale l’assessore Giustino si è riservato di fornire risposta scritta.

Ancora una volta è stato scontro sulla convocazione antimeridiana del consiglio tra le minoranze e la presidente del consiglio Antonella Gatti. Polemica verbale accesissima scatenata dalla lettera inviata dalle minoranze al Prefetto, con la Presidente Gatti che ha letto in Consiglio la sua risposta al Prefetto (sei pagine per motivare le sue decisioni), con l’aria in consiglio che si è arroventata più volte tra la presidente Gatti e la consigliera Linda Catucci, ed ha visto a più riprese interventi fuori microfono da parte dei consiglieri di opposizione, intenti a spalleggiare la loro collega Catucci e a contestare e protestare platealmente. Scambio di accuse e ricerca di reciproche responsabilità, in un clima che non fa certamente bene ai lavori del consiglio, più volte interrotti nell’arco della giornata.

Terminata la buriana dei preliminari, si è passati alla discussione dei punti all’Ordine del Giorno che qui ricordiamo:

  1. Rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2018 – Approvazione;
  2. Riconoscimento di legittimità e finanziamento di D.F.B. ex art 194 – lett. A) D.Lgs. 267/00 portato da sentenza esecutiva n. 307/2019 – R.G. 8726/2017 del G.d.P. di Bari. Giudizio Giangregorio G. c/Comune di Cassano delle Murge;
  3. Riconoscimento debito fuori bilancio ex art. 194 – lett. A) D.Lgs. 267/2000 portato da sentenza esecutiva n. 595/2018 – R.G. 9592/2017 dal G.d.P. di Bari. Giudizio Sgobba Giuseppina c/Comune di Cassano delle Murge;
  4. Riconoscimento di debito fuori bilancio ex art. 194 lett. A) D.Lgs. 267/00 portato da sentenza esecutiva n. 18/2019 – R.G. 91000312/2007 – Morini Anna + 2 c/Comune di Cassano delle Murge;
  5. Riconoscimento legittimità e finanziamento D.F.B. ex art. 194 – lett. A) D.Lgs. 267/00 portato da sentenza esecutiva n. 2246/18 – R.G. 367/18 del G.d.P. di Bari nel Giudizio Tempone Domenico c/Comune di Cassano delle Murge;
  6. Riconoscimento di D.F.B. per pagamento somme dovute al Ministero degli Interni a titolo di competenze di giudizio, giusta sentenza n. 1589/15 Corte di Appello di Bari nel giudizio: Comune di Cassano delle Murge c/Ministero dell’Interno. Rif. Art. 194 lett. A) D.Lgs. 267/00;
  7. Riconoscimento di D.F.B. per pagamento somme dovute all’Avv. Mariano Alterio legale incaricato nel giudizio Comune di Cassano delle Murge c/Ministero dell’Interno. Rif. Art. 194 lett. E) D.Lgs. n. 267/00;
  8. Riconoscimento D.F.B. ex art. 194 lett. A) D.Lgs. 267/00 per pagamento disposto da Decreto G.d.P. di Bari afferenti le spese per la procedura in ricorso per Decreto ingiuntivo in favore dell’Ing. Morgese Mauro E. per attività di tecnico esperto prestata per conto dell’Ente;
  9. Riconoscimento di D.F.B. ex art. 194 lett. A) D.Lgs. 267/00 portato da sentenza esecutiva n. 2650/17 – Tribunale di Bari nel giudizio 7927/14 Germane Labarile c/Comune di Cassano delle Murge;
  10. Riconoscimento di D.F.B. ex art. 194 lett. A) D.Lgs. 267/00. Liquidazione compenso dovuto all’Avv. Luigi Quercia per incarico conferito per la resistenza in giudizio nel ricorso per cassazione avverso la sentenza CTR di Bari – Rif. Accertamenti ICI anni 2000/2004 – Cantina Sociale arl c/Comune di Cassano delle Murge;
  11. Presa d’atto della relazione della Commissione d’Indagine ai sensi dell’art. 67 del Regolamento del Consiglio Comunale.

Il primo punto, Rendiconto di gestione 2018, dopo la lunga relazione dell’Assessora al Bilancio Annamaria Caprio sulle cose fatte, è stato approvato a maggioranza, con le minoranze che hanno contestato numeri e metodi, lamentando una incapacità di spesa dell’amministrazione e un avanzo di gestione che non è sinonimo di buona amministrazione, dell’attività dell’Amministrazione, parlando di un Comune fermo e che, anzi, fa passi indietro.

Veniamo ai Debiti fuori bilancio: approvati a maggioranza i punti dal secondo al quinto, ritirato il sesto, approvati all’unanimità il settimo e l’ottavo, a maggioranza il nono ed all’unanimità il decimo, per circa 27.500 euro complessivi.

Ultimo punto: presa d’atto della Relazione della Commissione d’Indagine, è stata la ciliegina sulla torta di giornata. In apertura del punto la sindaca Di Medio è intervenuta leggenda la risposta del prefetto al quesito posto circa la tenuta della discussione a porte aperte o chiuse. Risposta con la quale il Prefetto non ha fatto altro che dire che la decisione spetta al consiglio comunale, ragion per cui la sindaca ha chiesto alla presidente Gatti di porre ai voti la questione per capire se proseguire a porte chiuse o a porte aperte.

Tanto per non farci mancare nulla, sulla domanda si sono riaccesi gli animi e giù discussioni infinite, fino a quando si è giunti a porre il quesito che ha visto le minoranze allontanarsi dai banchi e la maggioranza votare a favore della discussione a porte aperte. Un “colpo di scena” che ha sicuramente colto in contropiede i consiglieri di opposizione che ritenevano la maggioranza volesse discutere il punto a porte chiuse.

Superato questo aspetto, se vogliamo, goliardico, il Coordinatore della Commissione Teodoro Santorsola ha dato lettura della lunga relazione finale e infine consegnato al segretario comunale  il faldone con gli atti dei lavori della commissione (relazioni, fotocopie, registrazioni, cd, verbali di stenotipia), con la conseguente dichiarazione da parte della presidente Gatti di scioglimento della commissione di indagine.

Tutto finito? Nemmeno per l’anticamera… il vicesindaco Giustino chiede una sospensione del consiglio per poter visionare gli atti prima di avviare la discussione, e qui, sorpresa delle sorprese, si scopre che il plico consegnato al segretario comunale è incompleto: mancano gli ultimi tre verbali di stenotipia (quelli contenenti distinguo e osservazioni dei componenti di maggioranza sulla relazione e la relazione finale)… E con la consegna incompleta, non è possibile la discussione, quindi la maggioranza, dopo l’ennesimo tira e molla di giornata, pone ai voti e impone il rinvio della discussione del punto, stigmatizzando l’episodio e sollecitando Santorsola a consegnare gli originali dei verbali nel più breve tempo possibile…

Anche l’efficientissimo Santorsola è incappato nella classica buccia di banana. Pare abbia dimenticato a casa gli ultimi tre verbali di stenotipia (forse, a suo dire, i plichi sono stati spostati dalla domestica nell’intento di riordinare la sua scrivania). Una dimenticanza di cui il Relatore si è scusato, ma che l’Assessora Caprio ha stigmatizzato, evidenziando il clima di sospetto e diffidenza con cui si sono svolti i lavori della commissione, nonché un certo ostracismo nei suoi confronti, salvo poi scoprire che quei documenti tanto “segreti” erano addirittura state lasciate a portata di mano della donna delle pulizie di Santorsola.

Morale della favola: punto rinviato, discussione rinviata ad un prossimo consiglio, documenti non disponibili… Se ne dovrà ancora discutere, il sindaco dovrà attendere la disponibilità della documentazione completa per inviarla alla Corte dei Conti, la città deve ancora attendere per capire quale sarà l’esito della vicenda.

Si resta in attesa di capire quanti degli avvisi inviati sono andati in  prescrizione per i ritardi di spedizione e l’entità del danno erariale. E, cosa ancor più importante, di chi sono le responsabilità, chi e come rifonderà le casse comunali. Ma questo toccherà alla Corte dei Conti stabilirlo.