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Respinte in Consiglio le mozioni delle minoranze. Il sindaco contesta la delibera della piscina grumese

di Nicola Surico

Ancora un Consiglio fiume, durato ben oltre sette ore, e iniziato con più di un’ora di ritardo per assenza di connessione internet che impediva di fatto la diretta “streaming”. Quando, finalmente il problema è stato risolto, i lavori hanno preso l’avvio con l’intervento della Presidente Gatti, la quale ha notiziato all’intero consiglio l’avvenuta consegna, nei giorni scorsi, dellla Medaglia d’onore della Presidenza della Repubblica al un nostro concittadino, Giuseppe Vulpio, classe ’22.

Una onorificenza che è stata concessa ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti durante l’ultimo conflitto mondiale, di cui hanno beneficiato solo tre pugliesi, dei quali il nostro concittadino è l’unico ancora vivente. La presidente ha quindi letto la nota con la quale il figlio di Giuseppe Vulpio ha declinato l’invito rivolto alla famiglia dalla Presidente stessa, adducendo le non buone condizioni di salute del medagliato ed i propri impegni personali, ringraziando comunque tutti i componenti del consiglio comunale.

Non ha perso l’occasione Santorsola per lamentare il fatto che nessun componente della Amministrazione cassanese fosse presente accanto alla famiglia Vulpio a ricevere l’onorificenza in Prefettura, lo scorso 25 gennaio. Cosa questa che ha dato la stura ad un battibecco dai toni spesso anche esasperati tra minoranze e presidente del consiglio, cui le stesse muovevano una serie di appunti sulle modalità di inserimento di alcuni punti all’ordine del giorno e, soprattutto l’ormai annosa questione del posizionamento del punto relativo a interpellanze e interrogazioni che le minoranze vorrebbero in apertura e la maggioranza posiziona come ultimo punto all’ordine del giorno.

Chetati un po’ gli animi, si è passati alla presa d’atto della nomina, da parte della Prefettura, del nuovo Revisore unico dei conti, Gianfranco Montanaro, al quale l’assemblea ha augurato buon lavoro ed alla successiva approvazione, a maggioranza, della modifica “temporale” (si è passati da 45 a 15 giorni) relativa al periodo di tempo a disposizione dei consiglieri per presentare proposte sul Documento Unico di Programmazione, scelta contestata e non votata dalle minoranze.

Evase queste due prime formalità, si è passati alla discussione delle due mozioni presentate dalle minoranze: la prima relativa alla scelta operata dell’Amministrazione di optare per il Nucleo di Valutazione, sull’operato dei dipendenti, e non per l’Organismo indipendente di Valutazione, sulla riapertura dei termini del bando e sulle scelte finali operate che hanno visto la non scelta dei concittadini Rosella Giorgio, Segretario Generale presso il Comune di Acquaviva (e per due mandati consecutivi membro dell’OIV cassanese) e Domenico Giorgio (ex Segretario generale di diverse amministrazioni provinciali, fra cui Bari, e collocatosi addirittura 3° in altra graduatoria a livello nazionale). Dopo un battibecco alquanto stucchevole, la mozione è stata respinta dalla maggioranza.

Non è stata da meno la seconda mozione, inerente  la costruzione di una piscina a Grumo Appula con i soldi del Piano di Zona. Santorsola ha presentato una lunga e documentata relazione, corredata di documenti non noti, secondo i quali il sindaco avrebbe firmato (a dire delle minoranze), una delibera che impegnava il comune di Cassano per vent’anni (cosa sconfessata dalla Sindaca che ha affermato di non aver mai firmato nulla). Mozione tesa a chiedere al consiglio di impegnare il sindaco a ritirare la firma dall’atto deliberativo del Piano di Zona e far annullare, di conseguenza, tutti gli atti conseguenti.

Alla posizione delle minoranze ha fatto da contraltare l’intervento del sindaco che, dopo aver dichiarato di aver già preso atto con la maggioranza della non correttezza dell’atto deliberativo del Comune di Grumo, sul quale ha dichiarato di non aver mai apposto alcuna firma, e soprattutto che l’incontro del 2 agosto in questione aveva avuto ben altro oggetto (si era parlato di un atto di indirizzo che i sindaci dei Comuni dell’Ufficio di Piano avrebbero dovuto discutere nei rispettivi consigli comunali), ha approntato una dichiarazione (da inviare a tutti i comuni del PdZ) con la quale contestare e chiedere l’annullamento dell’atto predisposto dal sindaco D’Atri.

La bagarre sulla vicenda non è stata breve, né sdolcinata, e i tentativi di trovare una soluzione che conciliasse volontà di minoranze e maggioranza, dopo anche svariate interruzioni del consiglio stesso, sono miseramente falliti. Alla fine la mozione è stata respinta con i voti dei soli consiglieri stakanovisti di maggioranza rimasti presenti fino alla fine (nel corso delle varie interruzioni si sono allontanati Cavalluzzi, Panzarea e Marsico).

A quel punto, quando ormai le 23 erano già passate da un bel pezzo, un barlume di buon senso ha indotto tutti a rinviare interrogazioni e interpellanze ad un prossimo consiglio da celebrarsi, come espressamente richiesto dalle minoranze (e su questo c’è stato l’impegno della presidente Gatti), entro e non oltre il 27 febbraio prossimo.