Piemontese: “Non più strumenti sovrapponibili ma collaborazione per rendere più efficaci le misure”.

I giovani pugliesi hanno presentato poche domande per la misura statale “Resto al Sud” ma la vitalità imprenditoriale del territorio è testimoniata dal gradimento per l’analogo strumento regionale NIDI (Nuove iniziative di impresa) e per la misura dedicata ai giovani innovativi, PIN (Pugliesi Innovativi). A fronte delle 67 istanze di Resto al Sud, infatti, si registrano complessivamente quasi tremila domande, 1500 sullo strumento NIDI e circa 1440 su PIN.

Questo potrebbe spiegare la scarsità di richieste ottenuta dalla misura voluta dal governo e gestita da Invitalia per evitare l’emigrazione dal Mezzogiorno. Agli aspiranti imprenditori che operano in Puglia, evidentemente NIDI e PIN appaiono più attrattivi. “Sarebbe auspicabile una maggiore collaborazione per la costruzione degli incentivi”, ha sottolineato l’assessore alle Politiche giovanili Raffaele Piemontese. “Il monitoraggio presentato dal ministro Lezzi ci offre l’occasione per invitare il Governo nazionale a collaborare con le Regioni per concordare le misure e non sovrapporle a quelle già attive da tempo e che evidentemente incontrano il gradimento dei beneficiari regionali. Così gli strumenti sarebbero più efficaci, nettamente migliori i risultati e vi sarebbe un impiego più efficiente delle risorse. Al netto delle specifiche tecniche dello strumento, c’è un tema di prossimità nell’erogazione dei servizi che non andrebbe sottovalutato. Abbiamo, quindi, già una proposta: discutiamo insieme di come le risorse non impiegate In Puglia sui progetti, possano essere riprogrammate sui servizi di accompagnamento alla creazione di impresa o per il follow up, magari per sostenere la creazione di reti o percorsi di crescita e internazionalizzazione. Su questi temi la Puglia è pronta sin da oggi a collaborare”.

Nel dettaglio, i numeri forniti da Puglia Sviluppo che gestisce NIDI in qualità di organismo finanziario, parlano chiaro: con l’incentivo NIDI del nuovo ciclo di programmazione sono arrivate al 18 giugno 2018 ben 1.448 domande per un investimento medio previsto pari a 65.761 euro. Questi numeri si aggiungono all’analogo strumento attivato nel precedente ciclo di fondi strutturali. Tra l’uno e l’altro sono stati generati investimenti per oltre 92 milioni di euro e concesse agevolazioni per 89,5 milioni. L’incentivo ha dato l’opportunità di autoimpiego a 2.278 soggetti (soci delle 1.596 imprese beneficiarie) precedentemente in condizioni di svantaggio lavorativo. I motivi di questa attrattività sono nelle caratteristiche stesse dello strumento. NIDI permette infatti di avviare una nuova impresa con un contributo a fondo perduto e un prestito rimborsabile. L’intervento rende possibile a persone con difficoltà di accesso al mondo del lavoro, non solo giovani, anche donne, disoccupati, lavoratori precari con partita Iva e persone che stanno per perdere il posto di lavoro, di risolvere il proprio problema occupazionale attraverso l’autoimpiego. Le agevolazioni possono arrivare fino a 120mila euro per gli investimenti e 10mila euro per le spese di funzionamento. L’aiuto sugli investimenti è concesso inoltre per metà a fondo perduto e per metà come prestito a tasso zero, per spese comprese tra 10mila e 150mila euro. NIDI attrae di più rispetto a Resto al Sud non solo per la più ampia platea di destinatari (non solo i giovani), ma anche per l’intensità degli aiuti: NIDI prevede che questi siano ripartiti per il 50% a fondo perduto e per il 50% nella forma del prestito. Il fondo perduto ammonta al 50% sugli investimenti e al 100% sulle spese di gestione. Resto al Sud invece prevede un contributo a fondo perduto solo per il 35%. Quanto al prestito, quello di NIDI è a tasso zero ed è erogato direttamente da Puglia Sviluppo, senza richiesta di garanzie proprio perché i soggetti a cui si rivolge sono deboli, nel caso della misura nazionale invece il prestito è erogato direttamente da istituti di credito, ai quali occorre fornire le garanzie sotto forma di beni aziendali o altro, e sono previsti interessi. L’altro tema è la prossimità tra le persone a cui si rivolge e gli uffici che gestiscono la misura. Lo strumento è per soggetti che aprono aziende in Puglia ed è gestito, a differenza della misura nazionale, direttamente nel territorio regionale. Questo favorisce il confronto in ogni fase del progetto. Nel caso di aspiranti imprenditori, giovani, donne o precari, è un elemento fondamentale per la riuscita dell’investimento. Puglia Sviluppo realizza veri e propri colloqui per valutare le competenze e la consapevolezza dei soggetti che si propongono e il loro reale coinvolgimento diretto nell’attività d’impresa; questi aspetti per la misura “Resto al Sud”, vengono verificati, ma esclusivamente sulla base delle informazioni presenti nel business-plan. Infine NIDI prevede una modalità di erogazione delle agevolazioni, con anticipazioni che consentono alle imprese beneficiarie di realizzare gli investimenti senza la necessità di disporre di ingenti risorse finanziarie personali.

Un movimento di grande impatto positivo ha sviluppato anche il programma delle Politiche giovanili e dell’Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione, partito due anni per finanziare idee di giovani dai 18 ai 35 anni. “Specie in una materia così importante come le politiche giovanili per l’autoimprenditorialità – osserva Piemontese – dobbiamo tutti avvertire il dovere di sfidarci nel fare sempre meglio”. “Per migliorare ‘Resto al Sud’ – continua l’assessore regionale alle Politiche giovanili – siamo certi che il Governo nazionale vorrà confrontarsi positivamente con politiche di successo come quelle che, in Puglia, stiamo sperimentando con ‘PIN’, un programma che, a oggi, catalizza 1.442 progetti candidati, un esercito di ragazze e ragazzi che lavorano sulle proprie idee”. “Finora – conclude Piemontese che ha la delega anche al Bilancio e alla Programmazione unitaria – abbiamo ammesso a finanziamento 358 progetti, con un valore economico che ha superato i 10 milioni di euro della dote iniziale del programma, soprattutto mobilitando servizi reali che accompagnano i primi passi di queste giovanissime imprese nel mercato; di queste, 209 sono già operative e hanno materialmente utilizzato 4 milioni e 304.283 euro, alimentando un’economia agganciata a elementi di innovazione tecnologica, culturale e sociale”.

Fonte: Ufficio Stampa Regione Puglia – Sistema Puglia, Politiche per lo Sviluppo – Redazione Sistema Puglia