fbpx

Ricetta veterinaria elettronica: obbligatoria dal 16 aprile 2019

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto attuativo, è obbligatoria dal 16 aprile la ricetta veterinaria elettronica, che sostituisce il formato cartaceo su tutto il territorio nazionale sia per animali da compagnia sia per quelli da allevamento. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Giulia Grillo, nel corso di una conferenza stampa presso l’Auditorium Cosimo Piccinno. Sono intervenuti inoltre Silvio Borrello, Direttore generale della Sanità Animale e dei Farmaci veterinari, Giuseppe Penocchio, Presidente FNOVI (Federazione Nazionale Ordini. Veterinari Italiani), Maurizio Pace, Segretario FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani), Nicola D’Alterio, Direttore Sanitario IZS di Teramo, e altri referenti dell’Istituto Zooprofilattico Sanitario.

“Siamo i primi in Europa ad adottare questo sistema innovativo nel campo della sanità animale che rappresenta un passo fondamentale nella strategia di lotta all’antibiotico-resistenza, oltre a rappresentare uno strumento di trasparenza nella filiera dei farmaci per gli allevamenti. Come medico sono pienamente consapevole della gravità del fenomeno che ogni giorno di più assume le dimensioni di una minaccia globale per la salute pubblica, amplificata dall’uso inappropriato degli antibiotici” dichiara il ministro.

La ricetta veterinaria elettronica è identificata da un Numero Ricetta e da un PIN di quattro cifre generato dal sistema al momento dell’emissione da parte del medico veterinario.

I cittadini possono rivolgersi al farmacista fornendo il numero della ricetta e il PIN o, più semplicemente, il proprio codice fiscale e il PIN. Se si è un allevatore, in alternativa, potrà fornire il codice azienda e il PIN. Il farmacista sarà in grado in questo modo di acquisire la prescrizione digitale e di consegnare il medicinale al cliente.

Per consultare e scaricare, le ricette, tutti i cittadini possono accedere alla App Mobile “cerca ricetta” dal sito www.ricettaveterinariaelettronica.it.

Fonte: Ministero della Salute