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Ripensando la festa edizione 2020: spunti per la riflessione e il confronto

dal Comitato Festa Patronale di Cassano delle Murge

(foto del Comitato Festa Patronale)

La “Festa Grann” è ormai alle spalle.

Condividiamo la verifica del Comitato con l’intenzione di suggerire altre chiavi di lettura per le scelte operate. Non si tratta di dare giustificazioni ma di rendere giustizia all’impegno profuso e risposta alle domande e critiche mosse nei giorni passati. Non possiamo nascondere i sentimenti contrastanti che hanno accompagnato la preparazione prima e lo svolgimento della festa poi. Inoltre si è pronti alle critiche ma non alle cattiverie gratuite che non onorano questo paese e i suoi cittadini: lo stile delle controversie, del confronto, deve partire dal rispetto umano. Quando viene meno questa attenzione è la convivenza quotidiana che viene messa a rischio. Non tutti gli interventi hanno mostrato questa acredine perciò ringraziamo sin d’ora chi ha interloquito con il Comitato e i suoi membri arricchendo la riflessione e suggerendo modifiche e attenzioni per il futuro usando garbo e stile.

Questa verifica sarà divisa in brevi capitoli per cercare di affrontare i nodi salienti per il comitato e quelli messi in evidenza da alcune domande e appunti dei fedeli cassanesi.

Il comitato

Lo sconcerto prodotto dalla pandemia ha toccato anche il comitato.

La festa della Madonna del 2020 era tutta organizzata: bilancio preventivo pronto, campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi organizzata per tempo. Una lotteria era stata annunciata e l’estrazione dei premi era prevista per il giorno della “Madonn d’ basc”. In quella stessa occasione il lancio del programma della festa con tutte le indicazioni delle ditte e bande coinvolte.

Il lavoro del comitato non si è interrotto, al termine della festa 2019, dividendosi i compiti e lasciando che ognuno esprimesse le proprie competenze per le bande, i fuochi, la parte logistica e altro. L’impegno è proseguito cercando di sanare il passivo ma, soprattutto, preparando la “festa grann” successiva.

Nel coordinare il comitato il compito del presidente è individuare competenze, dare fiducia, vigilare e lì dove fosse necessario richiamare le indicazioni stringenti a salvaguardia della festa stessa e di ciò che essa vuol significare. Non sfugga poi che la responsabilità civile, penale e religiosa (dinanzi al Vescovo) è del presidente. Con questi riferimenti si è lavorato: “nessuno è manovalanza”, ognuno esprime con semplicità e libertà la propria opinione concorrendo alla decisione finale.

Le competenze poi non sono legate a studi e titoli: qualcuno conosce la musica, altri frequentano per passione le diverse feste e si sono fatti una “cultura” sul campo, altri sono devoti da generazioni. Tutti sono partecipi della vita della comunità. Questo “clima ecclesiale” viene arricchito da alcuni membri che condividono l’amore per la Regina degli Angeli e, pur non praticando con costanza, assicurano la lettura laica della stessa festa religiosa. La Madonna degli Angeli è patrona anche di chi a Cassano si è trasferito da poco, non è cattolico o di etnia diversa.

È ricchezza e grazia per tutti.

Le possibilità e le scelte per la festa 2020

La situazione contingente offriva due ipotesi di lavoro.

  • Vivere la festa lasciando che quadro e immagine della Madonna fossero venerate unicamente presso il Santuario. Il programma avrebbe visto la centralità della grotta e della chiesa agostiniana.
  • Cercare di organizzare la festa nel rispetto delle norme e, in ossequio ad esse, spostare quadro e statua perché il programma fosse relativamente “normale”, coinvolgendo le comunità parrocchiali. Tentare di vivere il possibile.

Qualunque scelta era opinabile. Non esisteva un protocollo così stringente da impedire che la banda girasse per il paese o le luminarie richiamassero persone per vivere la festa. D’altro canto è nella natura delle luminarie creare incontro. Gli incontri sono consentiti con il distanziamento e le mascherine. Così come lo spostamento privato del quadro e della statua evitando di creare “alcun tipo di processione” e assembramento. L’interpretazione delle norme quando non sono precise e dettagliate, come nel caso della riapertura delle chiese, lascia alla responsabilità e inventiva di chi agisce il compito di discernere e organizzare: di questo il comitato e il presidente in primis si è assunta la piena responsabilità pronto a dare conto.

Una cosa è stata sempre chiara al comitato: la festa della Madonna degli Angeli non era in discussione, occorreva industriarsi ed inventarsi di tutto per rispondere alla sete di Speranza, di normalità di tanti cristiani e cittadini, al desiderio di avere l’immagine della Madonna in paese. Non sfugga neppure il desiderio di rispondere, in qualche modo, a quelle maestranze in stato di bisogno perché dipendenti dalle nostre feste religiose.

Di qui le scelte:

  • massima attenzione alla festa religiosa offrendo novene e celebrazioni curate e dignitose, cercando di permettere un grande concorso di fedeli (ecco motivata la diretta con Antenna Sud) contingentato e secondo le norme;
  • luminarie, bassa banda e banda del paese; se possibile qualche gioco pirico;
  • spostamenti della Madonna privi di indicazioni orarie o appuntamenti su un mezzo omologato, sicuro, maneggevole e dignitoso;
  • percorrere il paese senza creare assembramenti e rispettando il codice della strada, passando con l’immagine della Madonna dai quattro angoli del paese, lì dove non arriva mai.

La questione economica è stato superata potendo contare, in partenza, sulla rinnovata volontà dell’intera Amministrazione Comunale nel confermare il contributo annuale. Con una certa serenità si è dato il via alla preparazione della festa, confidando nella generosità dei cassanesi che avrebbero offerto il contributo direttamente presso il comitato (la questua porta a porta infatti non è stata effettuata).

Un incontro con le autorità competenti aveva permesso di verificare che tutto poteva svolgersi senza mancare al rispetto delle norme.

I punti critici

Le indicazioni civili ed ecclesiastiche richiedevano soluzioni alternative:

  • Non potendo usare il carro perché impossibilitato a raggiungere la Chiesa Madre per la sua grandezza, quale mezzo usare?
  • Quando spostare quadro e statua senza creare assembramenti, dare il senso della processione?

Il carro o il furgoncino?

Non era ipotizzabile usare il solito carro, quello trionfale, perché richiedeva il trasporto dell’immagine portata a spalle lungo il centro storico. È risaputo che il carro trionfale non può raggiungere la chiesa madre e non può percorre se non alcune vie del paese a causa delle sue dimensioni. Avendo la necessità e l’indicazione di limitare al minimo lo spostamento a spalla si è scelto un furgone o camioncino che partendo dal piazzale del convento giungesse comodamente in piazza Aldo Moro, di lì ripartisse per raggiungere la Madonna delle Grazie e infine ancora il Santuario.

In passato, i cultori della tradizione lo confermeranno, il mezzo di trasporto erano i carri usati per andare in campagna, trainati da animali prima e carrelli con i trattori poi. Nessuno di questi mezzi è stato considerato poco dignitoso perché nessuno si sognerebbe di attribuire tale aggettivo a strumenti che permettono di lavorare e assicurare onestamente il pane alle famiglie. A Bari, San Nicola naviga su motopescherecci che il giorno prima di portare il santo sono rientrati dalla pesca. Qualsiasi carro, carrello o barca si pulisce, si addobba, si arricchisce, si prepara per trasportare il santo o, nel nostro caso la statua della Madonna degli Angeli.

Il furgone o camioncino che dir si voglia è l’attuale mezzo di lavoro di tanti uomini che con dignità e onestà svolgono il proprio lavoro. Pulito, addobbato, lo strumento del lavoro quotidiano si è trasformato in mezzo di trasporto, a nostro parere, dignitoso. In tempi di Covid era l’unica possibilità: omologato, sicuro, relativamente veloce, assicurato.

L’alternativa era solo una: non spostare né quadro ne statua visto che quando ciò è stato fatto il 31 maggio, all’improvviso e con un furgone chiuso (a motivo della pioggia incombente) è stato detto di tutto e di più.

Quando spostare le immagini sacre legate alla festa? Quale percorso?

Due possibilità: di notte o durante il giorno.

Si è scelto di spostare quadro e statua evitando di renderli invisibili al passaggio senza informare sugli orari.

Per non creare assembramenti e attese era l’unico modo possibile.

La volontà di rendere speciale la festa in un anno certamente unico nel suo genere, si è concretizzata nella scelta di cercare di raggiungere gli angoli del paese, quelli dove “normalmente” la Madonna non passa mai.

Se il quadro e la statua dovevano raggiungere la chiesa madre e la Madonna delle Grazie, cosa avrebbe impedito di percorrere alcune vie piuttosto che altre?

Abbiamo inteso che la “forma privata”, indicata dai vescovi pugliesi fosse da riferirsi al non creare assembramenti o momenti pubblici di preghiera e non nello spostamento per le vie. D’altro canto vedere passare il camioncino addobbato con andatura non processionale come poteva creare assembramenti?

Dopo essere stati redarguiti, il 3 agosto, per tale interpretazione, nei giorni seguenti abbiamo spostato la Madonna di notte senza renderla visibile. Approfittiamo per chiedere scusa all’autorità religiosa se tale interpretazione ha creato imbarazzo. I contatti precedenti alla festa ci avevano convinti, erroneamente, del contrario.

La campana

La campana nella tradizione cristiana è la voce di Dio prima di essere campanaccio delle mucche.

Il tintinnio della campana che ha accompagnato il trasferimento voleva richiamare l’attenzione al passaggio del quadro e della Regina degli Angeli.

È così vero che più di una persona ha compreso che qualcosa legato al mondo religioso stava accadendo riconoscendo immediatamente le immagini sacre e segnandosi con il segno della croce.

Abbiamo ritenuto che la campana piuttosto che il suono di una sirena o di un clacson fosse un modo semplice, intuitivo e discreto per invitare ad accorgersi di quanto stesse accadendo ed elevare, stupiti, un saluto alla Vergine Maria.

I portatori

Cercare di dare una normalità alla festa passa anche attraverso i portatori. In accordo con il loro rappresentante nel comitato si è chiesto di formare delle squadre che potessero supportare l’uscita e l’ingresso del quadro e della statua dalla chiese interessate. Così è stato, chiamando anche loro con un brevissimo preavviso, per evitare che si creasse ressa nei pressi delle chiese. Diverse squadre per offrire a tutti la possibilità di svolgere questo servizio.

Ringraziamo i portatori perché hanno compreso l’eccezionalità del momento e il desiderio del comitato di coinvolgerli.

Alcuni, in realtà pochi, accesi da “sacro furore”, dovrebbero valutare con più attenzione lo “stile” del servizio che si esprime e trova compimento nel portare la Madonna.

Crediamo che la cura dei portatori debba esprimersi nell’accompagnamento di un anno intero così come accade altrove.

Nel futuro chi desidera far parte dei portatori dovrà impegnarsi in un cammino cristiano e specifico per il servizio svolto.

Se questo non dovesse trovare la disponibilità si provvederà a trovare altri modi di spostare le immagini delle processioni.

Le critiche: tempi e modi!

Vorremmo aggiungere un’altra considerazione offrendo come punto di partenza un esempio.

Se fossimo invitati al matrimonio di una delle vostre figlie e ci presentassimo il giorno del matrimonio pronti a criticare dall’addobbo all’abito, continuassimo in sala a sparlare della location e del cibo scadente (secondo noi) e richiamassimo tanti a fare le stesse considerazioni… cosa fareste?

Credo che senza tanta delicatezza ci invitereste a tacere o ad andare via.

Nessun invitato intelligente, educato e soprattutto affettivamente coinvolto guasterebbe la festa agli sposi e la gioia ai loro genitori.

Allora perché tanta fretta nell’usare i social spargendo “veleno e fango” sulla festa della Madonna, distogliendo l’attenzione dei più dalla festeggiata e richiamando con cattiverie, maldicenze e quanto di più meschino si possa scrivere, a pensieri che tolgono la gioia vera della festa?

È così difficile comprendere che le critiche possono essere esposte con garbo, educatamente e soprattutto nei tempi opportuni? Cosa ha aggiunto alla festa l’esprimersi con veemenza di gente che si dice “affettivamente coinvolta” nella festa della Madonna ed è diventata capace di mettere se stessa e i suoi post al centro piuttosto che la Regina degli Angeli? Come sempre, lo sguardo rivolto al cellulare e ai suoi like, piuttosto che a Maria.

Ancora: è proprio così difficile parlare, criticare con intelligenza guardandosi negli occhi piuttosto che usare una tastiera dove si passa dai nickname ai profili reali?

Come si deve comportare il comitato con quanti hanno collaborato a vario titolo alle feste passate e improvvisamente si sono scagliati, pubblicamente, fomentando con aggressività e termini offensivi sin dalle prime ore della festa?

Chissà se voi li invitereste al Battesimo del primogenito nato dalla coppia di sposi tanto denigrata il giorno del matrimonio. Io credo di no, a meno che non si siano scusati espressamente, riconoscendo di aver esagerato!

Il comitato ha scelto il silenzio come recita il decimo punto del manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva: “Scelgo il silenzio per ascoltare e ragionare meglio. O per spegnere polemiche distruttive. O quando non ci sono parole adeguate, e un gesto di empatia vale più di ogni discorso”.

Anche il silenzio comunica.

Inoltre pensando di essere una comunità simile alla famiglia vale quella indicazione: “si parla prima e dopo, ma quando si balla, tutti ballano con gioia e si divertono!

Forse dobbiamo imparare a parlare preventivamente? A chiedere, suggerire, illuminare, proporre? Chi si sente così libero e soprattutto coinvolto nel parlare “durante”, perché “prima” prende le distanze, si schernisce, si nasconde dietro le cose da fare o il solito ritornello di comodo “tanto decidono sempre loro o, meglio, ancora, lui”?

Non pensate che abbiamo bisogno di rieducarci alle relazioni umane prima ancora che a quelle cristiane?

Che senso ha tanto “astio” in una festa religiosa?

In sintesi: è certamente consentito essere in disaccordo, esprimere le diverse opinioni e argomenti ma nei tempi e modi giusti. Altrimenti anche l’idea più giusta e santa si trasforma in fango e veleno. Non aiuta nessuno.

Il comitato fa proprio “il manifesto della comunicazione non ostile” impegnandosi a sperimentarlo e invitando tutti a conoscerlo e diffonderlo. (https://paroleostili.it/manifesto/)

I ringraziamenti

È un capitolo spinoso perché rischiamo di dimenticare qualcuno. Tenteremo di essere attenti e ci affidiamo alla capacità di comprensione.

Grazie a Dio e alla Vergine Maria perché abbiamo potuto immaginare e realizzare questi giorni di festa.

Grazie ai sacerdoti e religiosi impegnati nella preparazione e svolgimento della festa.

Grazie ai volontari e alle nostre suore.

Grazie a tutti i credenti che hanno vissuto, sin dalla preparazione, la Festa della Madonna degli Angeli benedicendola e invocandola in un anno così particolare.

Grazie a tutta l’Amministrazione Comunale, per il contributo economico e per la collaborazione.

Grazie a quanti a vario titolo hanno lavorato per mantenere ordine e pulizia nel paese anche nei giorni di festa.

Grazie ai donatori piccoli e grandi: in questo anno particolare non si è proceduto alla questua limitando la richiesta alle sole attività commerciali e a alle ditte. Comprendiamo il motivo per cui alcune hanno risposto, altre hanno ridotto il contributo. È stato importante raccogliere: “anche se poco” è stato un segno di partecipazione alla festa! Grazie a quanti hanno confermato il loro contributo e a quelli che lo hanno offerto in tempi di lockdown a vantaggio della Caritas.

Grazie ai tanti cassanesi e devoti che si sono recati presso il tavolino del comitato per offrire il loro contributo alla festa.

Ognuno di voi è stato come un pacca sulla spalla ai membri del comitato: “si può fare sempre meglio, certo, ma grazie per quello che avete fatto e pensato”.

Nel bilancio pubblico saremo più precisi e puntuali.

Il dito o la luna?

«Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito» recita un proverbio di discussa origine. Abbiamo tentato di indicare la luna, non perché ci reputiamo più saggi degli altri, ma perché ci sentiamo animati da sentimenti che impediscono di stare con le mani in mano e soprattutto dalla volontà di onorare la nostra patrona, la Regina degli Angeli.

Alcuni si sono fermati al dito (la campana, il camioncino, orari e percorsi…): ce ne dispiace.

Sappiamo che si può fare sempre meglio e ci impegniamo a farlo offrendo la disponibilità per questo o altri servizi nella comunità ecclesiale e cittadina. Nessuna riserva a farlo con altre persone.

Offriamo le nostre pubbliche scuse a chi si è ritenuto offeso dallo svolgimento della festa, da gesti e parole fuori posto.

In coscienza crediamo di aver fatto “il meglio possibile in questi tempi”. Se abbiamo sbagliato ce ne assumiamo la responsabilità e confidiamo nella comprensione dei più.

Una cosa è certa: la preghiera in questo tempo è tutta rivolta al superamento delle difficoltà legate alla pandemia.

La speranza della scoperta del vaccino, della riapertura delle scuole, di una normalità ritrovata accompagna i nostri giorni.

Il giorno 26 settembre alle ore 20,00 in chiesa madre sarà presentato il bilancio e saremo disponibili per condividere la verifica. Questo scritto offre spunti per la condivisione e per la crescita comunitaria: le prossime feste saranno senz’altro più belle se, da un anno all’altro, le nostre vite saranno impegnate nei cambiamenti che salvano il mondo e rendono
gloria a Dio e alla Regina degli Angeli.

Sicuri di vedervi numerosi all’incontro pubblico salutiamo tutti e ciascuno.

La Regina degli Angeli ci benedica e ci protegga.