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Turismo dell’Alta Murgia: opinioni e strategie a confronto

di Giulia Masiello

il convegno "Sfide e prospettive per il turismo di tutto l'altopiano murgiano" nella biblioteca comunale a palazzo Miani-Perotti (foto dalla pagina Facebook "Follow me to... Alta Murgia")
il convegno “Sfide e prospettive per il turismo di tutto l’altopiano murgiano” nella biblioteca comunale a palazzo Miani-Perotti (foto dalla pagina Facebook “Follow me to… Alta Murgia”)

Autunno: nuovi colori, odori e sapori, ma soprattutto «tempi maturi per parlare di turismo».

E così è stato, ieri sera, all’interno della sala conferenze del Palazzo Miani-Perotti di Cassano, dove ha avuto luogo il convegno sulle “Sfide e prospettive per il turismo di tutto l’altopiano murgiano”, realizzato nell’ambito del progetto intitolato “Follow me to… Alta Murgia”.

Diversi gli esperti che sono intervenuti nel dibattito introdotto e moderato da Anna Larato, giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, che, dopo i saluti iniziali, ha presentato un quadro generale della situazione turistica, accompagnata dall’intervento di Davide Del Re, vicesindaco di Cassano, secondo cui, in merito al tema in questione, «finalmente l’altopiano murgiano fa rete condivisa, poiché esistono le premesse per affrontare e sviluppare un piano comune, purché le risorse vengano utilizzate in maniera incisiva e coordinata». Da queste parole «appare possibile fare Pil dal turismo», come ha affermato la corrispondente della Gazzetta citando Francesca Pietroforte (membro del Consiglio Città Metropolitana) assente all’incontro e, sempre a proposito di Cassano, «ci sono intese e convenzioni in corso con i borghi limitrofi che attraverso un percorso di fruizione, condurranno ad una adeguata valorizzazione del territorio».

Dati positivi per il turismo sono stati registrati nella “città dei sassi”, dove, da quanto emerge dai dati riportati dalla Larato, «nel 2015 c’è stato un incremento del flusso di visitatori del 50% rispetto all’anno precedente». Dati che, a detta di Pasquale Di Pede, rappresentante della Confesercenti di Matera, collidono parecchio in quella che risulta una «realtà piuttosto articolata», soprattutto se si pensa al fatto che nonostante la nomina di Matera a Capitale europea della cultura per il 2019 «questa città si presenta ancora impreparata e arretrata ad accogliere i turisti. Fondamentale – prosegue Di Pede – sarebbe istituire un commissario unico che si occupi delle procedure organizzative e puntare sulle infrastrutture».

Proprio sul tema delle infrastrutture è intervenuto Pasquale Lorusso, direttore tecnico del Gal Terre di Murgia, secondo il quale «l’opera del Gal ha permesso di infrastrutturare il territorio in maniera non violenta» e, al tempo stesso, ha reso «multifunzionali le aziende che in questi ultimi anni si sono emancipate, partecipando attivamente allo sviluppo del territorio». Di contro sussiste però la mancanza di una «regia regionale» che interagisca col territorio in maniera «efficiente e flessibile».

Oltre alla cultura dell’accoglienza e alla scarsa conoscenza del proprio territorio, una delle grandi pecche emerse dalla tavola rotonda di ieri è stata, come ha sottolineato Fabio Modesti, direttore del Parco Alta Murgia, la «mancanza di collaborazione tra i piani di azione locali, la loro impronta ancora fortemente municipale che, come elemento di distonia, impedisce tutt’oggi un utilizzo adeguato delle risorse disponibili».

La “grande bellezza”, come Vito Losito, rappresentante della Confersercenti Santeramo, ha definito il Parco dell’Alta Murgia, risulta pertanto più che mai succube di una mentalità estremamente limitata e limitante; per questo, ha asserito Michele La Stilla, docente dell’Università degli Studi di Bari ed esperto in beni culturali, è necessario «ripartire dagli abitanti di questa terra»: vale a dire «rafforzare il proprio concetto di identità» in modo da diventare «protagonisti attivi che si proiettano e progettano nel futuro» senza trascurare, in vista del buon funzionamento di un sistema che pone in primis le ricchezze e gli obiettivi del territorio, l’intervento delle politiche pubbliche, da cui il turismo non può prescindere.

Luigi Boccaccio, direttore tecnico del Gal Murgia Più, a conclusione di questo confronto intenso, appassionato, in cui sono stati affrontati temi delicati e, per certi versi, piuttosto scottanti, concorde con i pareri precedentemente illustrati, ha dichiarato la necessità su tutti i fronti di rimboccarsi le maniche per mettere in atto e soddisfare l’esigenza di una cultura dell’ospitalità, affinché questa terra possa ancora «affascinarci e (soprattutto) affascinare».