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Un augurio per l’anno che arriva

di Nicola Surico

(foto Google)
(foto Google)

Siamo, ancora una volta, giunti all’ultimo giorno dell’anno, ed è tempo di bilanci.

L’incedere incessante del tempo ci regala, da tempo immemore sensazioni, emozioni, gioie, dolori che si accavallano, si intrecciano, a volte ci esaltano ed a volte ci deprimono, ma tutto fa parte del calice della vita da cui quotidianamente sorseggiamo le gocce della nostra esistenza.

Al tirar delle somme, il primo pensiero va a quanti ci hanno lasciati, orfani del loro corpo e della loro presenza, ma colmi di ricordi che ci accompagneranno nel nuovo anno. E di pari passo, il pensiero va a quanti in questo anno si sono affacciati alla soglia della vita e renderanno più piene e più impegnate le nostre giornate nel 2016 ormai alle porte.

Tutto il resto è… quotidianità: e in essa racchiudiamo la soddisfazione per gli eventi positivi e l’insoddisfazione per quelli negativi; la voglia di spaccare il mondo ed il levare al cielo le braccia per una incolpevole resa; i bisogni primari della gente e l’incapacità di dare risposte; la buona politica e la vacue promesse dei politici; e chi più ne ha, più ne metta…

In tutto questo, però, ci accompagna la speranza, tenue fiammella dura a morire, che tiene tutti comunque e sempre con lo sguardo rivolto al futuro con l’augurio che sia migliore. Ed è con questo spirito che voglio augurare a tutti un 2016 migliore dell’anno che ci sta lasciando: una piccola cosa, ma sufficiente per farci tornare a sorridere.

Buon 2016!