di Nicola Surico

il vicesindaco Angelo Giustino legge la risposta all’interpellanza sulla Tributaria Intercomunale durante il Consiglio Comunale dello scorso 8 novembre (frame dalla diretta streaming)

Due soli punti all’ordine del giorno (surroga consigliere dimissionario nelle commissioni e approvazione nuovo regolamento di contabilità) lasciavano presagire un consiglio “rapido”, ma ancora una volta interrogazioni e interpellanze l’hanno fatto da padrone, portando maggioranza ed opposizione ad uno scontro durissimo.

Premesso che i due punti all’ordine del giorno sono stati, infine, approvati a maggioranza (il primo, su proposta del capogruppo Pasquale Campanale, sostituendo la dimissionaria Antonella Gatti con Antonio Falcicchio; il secondo, dopo la bocciatura degli emendamenti proposti dalle minoranze), a monopolizzare i lavori del consiglio sono state la nota depositata delle minoranze sulla incompatibilità del sindaco e la risposta dell’assessore Giustino alla vecchia interrogazione sulla vicenda della Tributaria Intercomunale che ha scatenato un autentico putiferio.

Della vicenda Tributaria Intercomunale ricostruiamo i passaggi in un articolo a parte, qui mi corre l’obbligo di evidenziare solamente l’acredine e la durezza dello scontro accesosi subito dopo le dichiarazioni dell’assessore Giustino, livello decisamente poco consono all’assise consiliare, che ha visto la presidente Gatti faticare non poco per tentare di riportare ordine in una gazzarra che, a mia memoria, onestamente non ricordo di aver mai visto.

Uno scontro durissimo, fra maggioranza e opposizioni, che definire politico è puro eufemismo, e che non è stato certamente visione paradisiaca per i presenti.

A beneficio dei lettori, si riporta integralmente la risposta formulata dal vicesindaco Angelo Giustino e dall’assessore al bilancio Annamaria Caprio, in coda, la sintesi della nota dell’avv. Petronella:

Riscontro Interrogazione del 25/29.10.2018 su Tributaria Intercomunale:

Preg.mi Colleghi,

con la presente riscontro la Vs. Interrogazione al fine di fare chiarezza in ordine alla vicenda giudiziaria relativa al Dott. Giuliani nonché agli sviluppi relativi all’esecuzione della sentenza emessa dalla Corte dei Conti.

Per quanto concerne gli interrogativi posti in coda, corre l’obbligo di segnalare che, per la chiusura della vicenda della Tributaria Intercomunale, stante il decesso del predetto Dott. Giuliani, la struttura si è prodigata nello studio della fattispecie.

In primo luogo è stato necessario reperire il carteggio relativo.

Successivamente, contattato il legale che aveva curato la procedura relativa al pignoramento presso terzi, si è concordata la migliore strategia per recuperare quanto ancora dovuto dall’Ente in forza della nota Sentenza.

Il medesimo legale ha così fatto pervenire nuovo preventivo di spesa ed è stato officiato come da Decreto 33/2018.

Quanto al paventato “indebolimento della garanzia patrimoniale” e della lamentata compromissione “delle concrete possibilità di recupero delle somme” ancora dovute, con la presente si significa che risultano essere timori assolutamente infondati ai limiti dell’elucubrazione.

Infatti, come certamente a Voi ben noto, unitamente alla procedura attivata nei confronti del dott. Giuliani, è stata iscritta ipoteca su un immobile di proprietà di altro condannato in via solidale che, la Corte dei Conti, ha già definito idonea a “garantire il completo soddisfacimento del residuo credito da recuperare.

Pertanto non v’è chi non veda che la somma ancora da recuperare potrà agevolmente essere incassata a seguito della alienazione dell’immobile ipotecato.

Anzi, se si fosse azionata QUELLA GARANZIA piuttosto che pretendere un pagamento rateale mediante la trattenuta di un quinto dello stipendio di un solo condebitore, CERTAMENTE oggi nelle casse dell’Ente sarebbe entrata l’intera SOMMA.

Ed il punto è proprio questo.

Quale percorso logico-giuridico ha portato ad abbandonare la strada dell’esecuzione immobiliare (certificata come satisfattiva dalla Corte dei Conti) a vantaggio di quella mobiliare?

Cosa avrà spinto gli amministratori a rischiare la strada un pignoramento del quinto dello stipendio del Dott. Giuliani rispetto ad un’agevole vendita di un immobile ipotecato a garanzia dell’intero credito?

Vantaggio economico? No!

Riduzione dei costi ? NO!

Il risultato della “scelta, che prima di essere contabile è di natura etico morale”?

Il dovere prima di tutto morale, oltre che economico, di difendere gli interessi della comunità”? (Come a gran voce ha recentemente richiesto l’ex sindaco Lionetti).

Nemmeno a parlarne!

Soltanto un affondo immorale, bieco e vile nei confronti del marito dell’avversario politico.

Al netto degli interrogativi posti, che tuttavia hanno pronta e documentale risposta, appare il caso di fugare ogni dubbio anche in ordine alle tre pagine di interrogazione che, stranamente, nulla hanno a che fare con gli interrogativi posti.

A vantaggio del Consiglio e di quanti leggeranno la presente, corre l’obbligo di evidenziare quanto segue con riferimento al Giudizio introdotto dal Dott. Giuliani contro il Comune.

Successivamente alla quantificazione della condanna e dopo il versamento di svariate decine di migliaia di euro da parte di un numero ristretto dei condebitori, l’Amministrazione Comunale a guida Lionetti decise di azionare la sentenza solo nei confronti del dott. Giuliani che già aveva versato circa € 37.000,00.

Azione che ad oggi ha fruttato soltanto ulteriori € 24.579,63.

Alla ricezione dell’atto, il Giuliani accusava un malore che, successivamente, si rivelò essere strettamente legato alla notifica dell’atto che lo stesso Giuliani riteneva ingiusto stante il versamento spontaneo delle somme some sopra indicate.

Pur di dirimere bonariamente la questione, il Dott. Giuliani, a fronte di una richiesta dell’Ente di quasi € 84.000,00, proponeva il pagamento immediato ed in un’unica soluzione di € 72.000,00 con possibilità per l’Ente di recuperare gli ulteriori € 12.000,00 circa dai coobbligati che fino a quel momento non avevano versato nulla o molto meno.

Anche tale proposta veniva rifiutata.

Per il ristoro dei danni fisici subiti, il Giuliani citò in Giudizio il Comune di Cassano delle Murge opponendosi altresì all’azione esecutiva promossa dall’Ente.

Nelle more della decisione avvenuta con Sentenza del 03.07.2018, in data 25.02.2018 avveniva il decesso del dott. Giuliani.

Ebbene, prima ancora che la Dott.ssa Di Medio potesse conoscere gli esiti del Giudizio di cui sopra, la stessa formalizzava rinunzia all’eredità con atto pubblico in data 14.04.2018.

Con tale atto la dott.ssa Di Medio rinunziava a debiti e crediti ereditari e, pertanto, senza possibilità di conoscere gli esiti del Giudizio, rinunziava a priori al risarcimento giudiziale chiesto dal dott. Giuliani.

Sulla scorta di quanto innanzi, non v’è alcuna possibilità di un conflitto di interesse da più parti ventilato, non essendovene i presupposti.

Contrariamente a quanto erroneamente riportato nella parte introduttiva dell’interrogazione cui si fa riscontro, occorre evidenziare che anche per il recupero delle spese legali poste a carico del dott. Giuliani dalla Sentenza del Luglio scorso, è in corso una fattiva e proficua interlocuzione con l’avv. Petronella il quale, anche confrontandosi con l’avvocatura dello Stato, ha delineato la migliore strategia per recuperare le citate somme dalla massa ereditaria.

In questi giorni si è scritto e letto molto sulla vicenda, addirittura l’ex sindaco Lionetti ha avuto modo di invitare il Sindaco Di Medio a RESTITUIRE all’Ente € 100.000,00 evidentemente dimostrando di NON CONOSCERE nemmeno gli importi ancora dovuti dall’Ente che ad oggi sono meno di € 60.000,00.

Leggere invettive di un ex Sindaco che dimostra di non conoscere l’articolo 1, comma 1, della legge 14 gennaio 1994, n. 20 a norma del quale “la responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica è personale e limitata ai fatti e alle omissioni commessi con dolo o colpa grave” e che “il relativo debito si trasmette agli eredi secondo le leggi vigenti nei casi di illecito arricchimento del dante causa e di conseguente indebito arricchimento degli eredi stessi”, lascia esterrefatti.

Lascia esterrefatti la circostanza che Lionetti abbia deciso di pignorare un quinto dello stipendio del dott. Giuliani quando già aveva un’ipoteca giudiziale iscritta che, la stessa Corte dei Conti, a maggio 2016, riteneva idonea a “garantire il completo soddisfacimento del residuo credito da recuperare”.

Lascia esterrefatti la circostanza che il Lionetti giustifichi pubblicamente il rifiuto alla proposta dei € 72.000,00 datata 11.10.2016 con un parere della Corte dei Conti del maggio 2016 e che quindi NON POTEVA RIFERIRSI a quella proposta.

Lascia disgustati sentire un ex Sindaco mentire sapendo di farlo.

E lascia ancor più esterrefatti l’invito (malcelato) rivolto ai cittadini di non pagare le tasse sino a risoluzione della vicenda (che si è dimostrato essere fondata esclusivamente su menzogne).

A proposito dell’invito alla disobbedienza, si richiama il vecchio Decreto n. 1559 del 7 novembre 1947 il quale dispone “chiunque utilizzi qualsiasi mezzo per promuovere accordi e intese con i contribuenti, per ritardare, sospendere o non effettuare il pagamento di tasse e imposte, deve essere punito con reclusione da sei mesi a cinque anni“.

Si segnala, ancora che l’art. 415 C.P. paragona l’istigazione a non pagare le tasse all’istigazione alla disobbedienza delle leggi dell’ordine pubblico.

Lascia esterrefatti sentire l’opposizione accusare l’attuale amministrazione di perdere tempo, quando ad averlo perso, è documentale che siano stati altri.

Senza di quelle immorali, irresponsabili e vendicative scelte, il Comune avrebbe incassato già dall’OTTOBRE 2016 ben € 72.000,00 da utilizzare per le più disparate esigenze della comunità.

Tanto si doveva in ossequio alle norme regolamentari.

Sintesi della nota dell’avv. Petronella, difensore dell’Ente (Missiva data 03.02.2017 segue quella 14.10.2016)

Con riferimento alla recente proposta transattiva avanzata dal dott. Giuliani [pagamento, in un’unica soluzione, di € 72000.00 omnia, con reciproca rinuncia a tutti i giudizi pendenti, reciproca compensazione delle spese legali e cancellazione dell’ipoteca iscritta su immobile del sig. (omissis), con spese a integrale carico dello stesso] e al fine di consentire una più puntuale e complessiva valutazione dell’intera, sottesa, delicata fattispecie, Le trasferisco una dettagliata ricostruzione di atti e circostanze di causa.

  1. Come noto, con decisione della Corte dei Conti, Sezione Prima Giurisdizionale Centrale, n. 138/2012, pubblicata il 16 marzo 2012, si è registrata la condanna definitiva del dott. Giuliani, unitamente ad altri ex Amministratori, sigg.ri (omissis), al pagamento, in solido, in favore del Comune di € 168.432,00 [di cui € 98.347.00, a titolo di danno erariale e € 70.000.00, a titolo di danno all’immagine], oltre rivalutazione monetaria e interessi.
  2. A fronte di tanto, l’Ente, in passato, ha registrato il versamento parziale di:
    – per € 27.000.00, in data 22 agosto 2012;
    – per € 37.310.25, in data 12 settembre 2012;
    – per € 37.500.00, in data 12 settembre 2012;
    – per € 37.600.00, in data 25 settembre 2012;
    – per € 3.600.00, in data 17 ottobre 2012.
    Per un totale di € 143.010.25.
    Pertanto e nel complesso, il Comune di Cassano delle Murge va, tuttora, creditore, secondo calcoli effettuati, a suo tempo, dall’avv. Milella, Dipendente Comunale, e su cui si avrà modo di tornare di:
    – 25.426.75, a titolo di residua sorte capitale, detratti, dalla somma originariamente dovuta, gli acconti ricevuti [€ 168.437.00 — (meno) € 143.010.25], oltre interessi e sino al soddisfo;
    – 31.834.50, a titolo di rivalutazione monetaria su danno erariale (su € 98.347.00), oltre interessi e sino al soddisfo;
    – € 23.590.00, a titolo di rivalutazione monetaria su danno all’immagine (su € 70.000.00), oltre interessi e sino al soddisfo;
    – € 2.215.19, a titolo di spese di giustizia per sentenza di I grado, oltre interessi e sino al soddisfo;
    – € 310.54, a titolo spese di giustizia per sentenza di II grado, oltre interessi e sino al soddisfo;
    – € 491.70, per spese rilascio nr. 6 copie esecutive, oltre interessi e sino al soddisfo;
    – 56.05, per spese notifica nr. 6 copie esecutive, oltre interessi sino al soddisfo;
    per un totale di € 83.924.73.
  3. L’Ente, negli anni passati, oltre ai non modesti pagamenti conseguiti, non è, però, riuscito a rintracciare nessun altro mezzo utile a potergli garantire di recuperare l’ulteriore residuo, a credito.
    Dopo prima, approfondita indagine, si è individuato un modesto appartamento sito in Cassano, pervenuto, per via ereditaria, in proprietà all’ex Amministratore, (omissis), ma solo in quota di 1/4.
    Pervenutami, finalmente, copia conforme della decisione da eseguire, lo scorso 13 gennaio 2016 si è potuto ipotecare detto cespite per il controvalore di € 30.000.00.
  4. In seguito, conseguite, come detto, le copie conformi della sentenza della Corte dei Conti si è provveduto a notificare a detto debitore atto di precetto.
    In aggiunta a quanto precede, deve evidenziarsi che, a presidio delle ragioni dell’Ente e dopo più approfondita indagine compiuta non solo presso l’Agenzia del Territorio, ma, sincronicamente, anche presso il Catasto, è emerso che un altro condebitore (omissis), invero, non era proprietaria solo di un modesto terreno ‘a pascolo’ di esiguo valore venale, bensì di un vero Lotto Edificabile (mai volturato in tal senso), sul quale è stato, addirittura, edificato un fabbricato, mai accatastato.
    In ragione di tanto, in data 29 febbraio 2016, ho proceduto ad iscrivere altra ipoteca, su detto fondo e sulla sovrastante edificazione, per una (ulteriore) somma pari € 90.000.00 (in sostanza, pari all’intero credito residuo vantato dal Comune, con maggiorazione delle ulteriori spese).
    Venendo, ora, alla nuova proposta avanzata da controparte (migliorativa della precedente: si è passati da poco oltre € 40.000.00 a €72.000.00), mi rendo conto io stesso, su di un piano professionale e deontologico, come non sia affatto semplice valutarla, dato che si è in presenza di consistenti poste debitorie, di pubblica rilevanza, peraltro, rivenienti da accertata responsabilità erariale.

Mi sforzerò, allora, di fornire taluni elementi, spero utili:

  • il pagamento avverrà in un’unica soluzione e in breve tempo, per il tramite di assegni circolari intestati all’Ente;
  • la cifra offerta, se pur non integralmente satisfattiva dell’intero credito vantato dal Comune, rappresenta, comunque, una somma non modesta e di poco inferiore a quanto dovuto;
  • la stessa potrebbe, da subito, essere veicolata verso il ‘risanamento’ del bilancio comunale o, pur sempre, verso la realizzazione di opere e/o interventi di pubblica rilevanza ed utilità, soprattutto, a vantaggio dei meno abbienti;
  • l’alternativa, per l’Ente sarebbe quella di proseguire con il minacciato pignoramento delle somme vantate dal dott. Giuliani, confidando nella assegnazione, mensile, di somme che potrebbero anche essere esigue, dato che occorrerà, pur sempre, parametrarsi all’entità dello stipendio mensile del debitore ed il Giudice potrebbe anche decidere (sebbene, per il tramite di statuizione non totalmente condivisibile) di salvaguardare un ‘minimo’ dello stesso, che consenta al dott. Giuliani, ad esempio, di poter far fronte alle Sue esigenze fondamentali: dunque e salvo ulteriori imprevisti (morte, etc.), il credito vantato dall’Ente potrebbe risultare saldato solo dopo molti anni;
  • inoltre, in sede di cognizione dell’opposizione a precetto o di opposizione all’eventuale pignoramento, le somme che il Comune ritiene, ad oggi, di poter ancora vantare (€ 83.924,73,), potrebbero anche essere rivisitate al ribasso dai Giudicanti, in applicazione di una interpretazione normativa e di un orientamento giurisprudenziale tuttora applicate da taluni Uffici;
  • l’eliminazione dell’alea connessa alla prosecuzione dei vari giudizi innanzi descritti;
  • il non dover rischiare di subire i rischi connessi alla età (avanzata) del debitore esecutato, anche sulla scorta della circostanza, documentata da controparte, del recente evento ischemico toccato in sorte al debitore: al riguardo, preme sottolineare che (secondo consolidalo orientamento giurisprudenziale), in caso di morte del debitore ‘da’ responsabilità erariale, il credito vantato ‘muore con lui, non trasferendosi sugli eredi, salvo a dimostrare (probatio pressoché ‘diabolica) il loro diretto, indebito arricchimento: in proposito, deve evidenziarsi come non constino precedenti giurisprudenziali, in termini precisi rispetto alla odierna fattispecie: quali conseguenze potrebbe subire una pur disposta assegnazione di somme pignorate presso terzi, in caso di decesso del debitore, in forza, però, di sentenza di condanna da responsabilità erariale (potrebbero gli eredi, la consorte, in particolare, chiedere la ‘interruzione’ del disposto prelievo forzoso;
  • in ogni caso, la perdita della garanzia ipotecaria sul cennato cespite di proprietà del (omissis) e la restante (minima) quota di credito da recuperare sarebbe egualmente coperta e garantita dalla cennata iscrizione ipotecaria sul bene della debitrice (omissis), per € 90.000.00.

L’ultima considerazione che si ritiene di svolgere, anche in applicazione di quanto, ex plurimis chiarito da Corte dei Conti, Lombardia, n. 1116/2009, è che la eventuale adesione da parte del Comune all’avversa proposta, non dovrebbe essere letta come adesione ad una opzione transattiva e come conseguente rinuncia alle somme complessivamente vantate e cristallizzate nella cennata sentenza di condanna, bensì come parziale liberazione nel debito, senza perdita del credito residuo e con la garanzia di avere un ulteriore ‘paracadute’, rappresentato dalla cennata iscrizione ipotecaria per € 90.000.00, che rappresenterebbe una posta pari (più o meno) 4 volte il residuo del debito, sebbene da aggredire con nuova e distinta procedura esecutiva.

Naturalmente, si rimette all’Amministrazione Comunale ogni definitiva e sovrana decisione. Vi si chiede una solo cortesia: mi si dia una risposta, di qualunque tenore, purché in forma scritta e a mezzo Pec, entro e non oltre la mattina di giovedì 9 febbraio 2017, dato che l’indomani, 10 febbraio 2017, è fissata l’udienza di possibile assegnazione delle somme pignorate, nei limiti e nelle forme che deciderà il Giudice dell’Esecuzione.

Questi i fatti. Al lettore l’arduo compito di fare sintesi.

 

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