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«Un rinvio dettato dalla protervia e dall’arroganza»

la Sala Consiliare di Cassano delle Murge (foto d'archivio scattata da Annarita Mastroserio)
la Sala Consiliare di Cassano delle Murge (foto d’archivio scattata da Annarita Mastroserio)

Il Consiglio Comunale di ieri si è chiuso con un rinvio alla seconda convocazione del 21 ottobre (alle ore 16:00, in Sala Consiliare) a causa del venir meno, durante la seduta, del numero legale: il capogruppo Simeone Paparella e l’assessore Miriam De Grandi hanno, infatti, lasciato i lavori dopo il rifiuto di rinviare il terzo punto all’ordine del giorno. Allontanatasi anche la minoranza e per le assenze (mancavano Maiullaro, Marazia e Pignatale) sono rimasti in aula solo in sette.

Il capogruppo Paparella e l’assessore De Grandi, spiegano, in una nota congiunta che riportiamo integralmente di seguito, i motivi del proprio dissenso.

«Un rinvio nato da una nostra richiesta: il ritiro del terzo punto all’odg, istanza legittimata da nostre precedenti richieste inevase.

La variazione di bilancio, è solo l’apice di un problema più ampio, un atto propedeutico per un successivo atto dirigenziale, di per sé legittimo ma politicamente non condiviso.

All’origine una richiesta al dirigente di settore per una valutazione comparativa, inoltrata per conoscenza al sindaco, il quale ha replicato tacciandoci di ingerenza. Accusa rigettata al mittente, al quale abbiamo precisato, con ulteriore nota interna, che le nostre erano mere e legittime richieste inoltrate nell’espletamento della funzione di consiglieri comunali e che attendevamo le risposte del dirigente.

Quale ulteriore gesto di buona volontà, abbiamo pertanto, questa volta chiesto con ancora più veemenza, in consiglio comunale il ritiro del provvedimento, per riproporlo dopo le valutazioni di cui sopra. Ne è seguito ancora un diniego.

Diniego che ci ha visti costretti ad abbandonare l’assise consiliare. Non avevamo gli elementi per poterlo votare, abbiamo preferito evitare di votare contro la nostra maggioranza.

Il sindaco, a fine consiglio, ha evocato il confronto democratico. Ma noi ci chiediamo: dov’è la democrazia se si impedisce a noi consiglieri ed assessori di poter fare le nostre valutazioni e, dunque, svolgere liberamente le funzioni per cui siamo stati scelti dai cassanesi?

Siamo i primi a volere il bene della nostra Comunità, ma non è tollerabile chiederci di votare passivamente un provvedimento soltanto per disciplina e lealtà».

Anche il consigliere Pignatale, chiamato in causa per una possibile assenza “strategica”, ha tenuto a chiarire la propria posizione con un post sul proprio profilo Facebook: «tengo a precisare che [la mia assenza] è stata dovuta a ragioni di lavoro e comunicata per tempo al Sindaco e al Presidente del Consiglio. Anticipo alla cittadinanza – per evitare illazioni in altri articoli – che la mia assenza di domani [oggi per chi legge], anch’essa comunicata per tempo, è dovuta a motivi personali e di famiglia».