Cassano in MoVimento, unitamente all’On. Nunzio Angiola, interviene in merito alla vicenda che vede coinvolti alcuni comuni del territorio Murgiano per il Piano di Zona.

In particolare, si apprende che presso il Comune di Grumo sarà realizzata una piscina comunale, anche grazie al supporto economico dei comuni appartenenti al Piano di Zona.

Ed infatti, la Piscina sarà realizzata grazie ad un project financing, ma con il contributo di circa 40 mila euro per vent’anni da parte del Piano di Zona di cui Cassano fa parte. I comuni interessati a questo prelievo ventennale sono Grumo, Toritto, Binetto e Sannicandro, oltre che Cassano e Acquaviva.

Ovviamente di questo progetto la Sindaca Di Medio non ha adeguatamente informato, come avrebbe dovuto, i cittadini di Cassano. Si è ben guardata dal coinvolgere i cittadini e le associazioni nella decisione, attraverso incontri pubblici allargati e aperti, in cui avrebbe potuto spiegare direttamente la vicenda, nel pieno rispetto del principio di democrazia e partecipazione alla vita politica delle nostre cittadine. Una questione gestita malissimo. E i cittadini cassanesi, oltre a quelli di Grumo, Acquaviva, Toritto, Binetto e Sannicandro, ne pagheranno le spese nei prossimi anni.

La decisione non è stata presa in modo oculato. Le perplessità sono tante. «Resto molto perplesso riguardo a questa iniziativa che mi pare semplicemente azzardata», afferma l’On. Angiola. «I ragazzi del Movimento 5 Stelle di Cassano mi riferiscono di dimensioni significative della piscina che non sarebbe “esattamente” ciò di cui abbisognano anziani e diversamente abili. Sento dire di distanze importanti da percorrere per raggiungere la piscina dai vari comuni dell’Ambito. Sento dire di strutture disponibili che possono essere riattivate a costi molto più compatibili, come la piscina di Toritto esistente presidio poliambulatoriale della ASL. Sento dire di piscine climatizzate già disponibili in vari comuni della zona e facilmente raggiungibili, a costi accessibili. Sento dire di accordi che discriminano i territori dal punto di vista degli abbonamenti (39.000 euro per Grumo e 40.000 euro per tutti i rimanenti comuni) che saranno messi a disposizione della cittadinanza dopo la realizzazione dell’intervento. Sento dire di un impegno che non sarebbe giuridicamente consentito, per un lasso temporale così ampio, sui fondi del Piano di Zona. Sento dire di scelte fatte dal Comune di Grumo a soli fini elettoralistici e propagandistici, al sol fine di mettersi sul petto una stelletta, un blasone, un distintivo. Ma in che mondo siamo finiti! E questo nella più totale acquiescenza dei sindaci di mezzo Collegio. Tutti che stanno già a pensare alle ceste natalizie e ai presepi, mentre anziani, malati e disabili chiedono risposte più concrete, chiedono che venga recuperato e valorizzato l’esistente, che si migliori la qualità della vita ora e adesso, che non si ipotechi il futuro dei nostri figli e dei figli dei nostri figli, con scelte poco ragionate, poco condivise e poco oculate.

Insomma – conclude Angiola – in tempi di vacche magre, non si poteva riflettere meglio, magari coinvolgendo cittadini e associazioni? Non si poteva rivalutare e gestire il patrimonio esistente? Non solo, ma accogliendo alcune segnalazioni, si apprende come numerosi siano stati i servizi stravolti e facenti capo al PIANO DI ZONA, e penso alla riduzione di servizi per minori a rischio, all’interruzione dei servizi ADI e SAD e a molte altre problematiche che affliggono i nostri territori».

 

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