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Uniti nella storia: il PD celebra il 25 aprile con un incontro-dibattito online

di Vito Surico

la segretaria del PD di Cassano Enza Battista e l’ex sindaco Vito Lionetti aprono lo speciale “Uniti della Storia” dedicato al 25 aprile

L’emergenza sanitaria in atto limita fortemente i festeggiamenti per il 25 aprile, Festa della Liberazione di cui, quest’anno, ricorre il 75° anniversario.

Un appuntamento importante per tenere viva la memoria di un Paese capace di ribellarsi al più abietto dei regimi che l’Italia abbia avuto grazie alla forza di volontà e alla voglia di libertà di donne e uomini che hanno combattuto e lottato seguendo ideali e passioni.

In alcuni Comuni, nonostante le restrizioni, i sindaci, in solitaria, hanno celebrato l’evento davanti ai monumenti, a Cassano la sindaca Di Medio ha diffuso un messaggio per celebrare la Festa di Liberazione.

Per il Partito Democratico di Cassano delle Murge, però, resta un «imperativo ricordare questa giornata con tutti i mezzi possibili». E per farlo ha dedicato il consueto spazio sulla propria pagina Facebook ad un lungo incontro-dibattito, introdotto dalla segretaria Enza Battista, per celebrare il 75° anniversario di «una storia che non deve mai essere dimenticata».

A moderare, insieme a Battista, l’ex sindaco di Cassano Vito Lionetti che ha parlato della Resistenza come di una «guerra di legittima difesa, una lotta di popolo per riconquistare la propria libertà. È stata anche una lotta per la giustizia, per superare egoismi insiti in un certo capitalismo. È stata una guerra alla guerra che ha portato alla formulazione dell’articolo 11 della Costituzione per il quale “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà”». Ricordare la Resistenza, celebrare la Festa della Liberazione, per Lionetti, vuol dire preservare quei «presìdi forti e determinati per la democrazia che non può esserci senza una compiuta giustizia sociale. È per questo che, con Calamandrei, è estremamente importante ricordare che la Resistenza deve esserci “ora e sempre”».

l’intervento della Presidente del Consiglio Comunale di Cassano delle Murge Antonella Gatti

Ad aprire gli interventi dell’ampio parterre di ospiti in videoconferenza del PD cassanese è la Presidente del Consiglio Comunale di Cassano delle Murge, Antonella Gatti, già intervenuta sul 25 aprile con una propria riflessione, che ha riportato le proprie «sensazioni» in merito alla Festa della Liberazione: «c’è sempre un pericolo che incombe – ha affermato – ed è quello di poter tornare a vivere quelle sensazioni che hanno portato a questo tipo di lotta per vedere garantiti alcuni diritti. Ho poi la sensazione che quei valori che hanno portato tantissima gente a combattere non si siano ancora pienamente realizzati. Va affermato chiaramente il “sì” all’esistenza di quei valori che oggi vogliamo che siano ancora fondanti rispetto alla nostra società e al nostro modo di vivere». Gatti ha ricordato le “parti sociali” che hanno combattuto nella Resistenza «e che forse sono meno visibili di altri: le donne che nella Resistenza hanno avuto un ruolo fondamentale e l’anima “bianca” della Resistenza rappresentata da tutti quei cattolici che sono stati determinanti. Credo sia importante sottrarre la Resistenza a strumentalizzazioni di tipo politico – ha concluso la Presidente Gatti – poiché la Resistenza fu una resistenza di tutti gli italiani. Quello che ci ha lasciato in eredità la lotta di quegli anni sono i valori trasfusi nella Carta Costituzionale».

l’intervento dell’on. Valdo Spini

L’on. Valdo Spini (già Ministro e Sottosegretario, presidente della Fondazione Circolo Fratelli Rosselli) ha provocatoriamente affermato: «pensate se avessero vinto Hitler, Mussolini e gli alleati giapponesi. Avremmo avuto un mondo asservito ad una tirannia feroce contro la quale si sono mossi i grandi Stati dell’epoca». Il riscatto dell’Italia, però, è avvenuto per l’on. Spini grazie a «chi ha partecipato alla guerra di Liberazione: partigiani, internati militari che non hanno voluto aderire alla Repubblica Sociale, donne, vittime civili, anche militari dell’esercito regolare. C’è una partecipazione corale alla guerra di Liberazione che si vorrebbe oggi sminuire. Se l’Italia ha riconquistato un posto tra le nazioni civili lo deve alla Resistenza. Ricordare oggi il 25 aprile – ha concluso – vuol dire rafforzare la spina dorsale del nostro Paese che ci può aiutare a superare anche l’attuale momento di difficoltà che stiamo vivendo».

l’intervento di Leonardo Palmisano

«La battaglia della Resistenza fu un grande sacrificio di sangue – ha aggiunto lo scrittore ed etnografo Leonardo Palmisano – che riguarda tutto il Paese». Palmisano mette in guardia dal pericolo che l’«infrangilimento delle istituzioni democratiche e della tenuta culturale della democrazia italiana possa riempirsi con forze eversive». Palmisano ha dato poi anche un valore antimafioso al 25 aprile poiché «le mafie sprigionano quella carica di carattere eversivo che tende ad occupare spazi della società che poi fa dipendere gli stati sociali più deboli dai criminali». La Festa della Liberazione, per Palmisano, ha dunque una valenza «antieverisva, antisovranista e antimafiosa».

La Resistenza ha anche avuto il merito di «riunificare un Paese che era diviso in due», ha affermato Vito Antonio Leuzzi (direttore dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea): «un Paese che la guerra condotta nel nome del razzismo e di un nazionalismo violento aveva pressoché distrutto». Leuzzi ha “rivendicato” il ruolo del Mezzogiorno, degli intellettuali del Sud e della Puglia nella Resistenza con, ad esempio, Radio Bari che «ha dato un grande contributo alla riunificazione del Paese e a far comprendere che cosa stava avvenendo in Italia». Ma la Puglia ha anche vissuto le stragi naziste dopo l’armistizio dell’8 settembre ‘43; la distruzione delle infrastrutture (come l’Acquedotto Pugliese); la posa di mine in interi paesi soprattutto nell’Alta Murgia; l’assalto a porti e aeroporti; tanti pugliesi hanno partecipato alla liberazione dell’Albania, della Jugoslavia, della Grecia, pagando un prezzo altissimo; il carcere di Turi ha ospitato Antonio Gramsci; molti pugliesi hanno lottato per la liberazione delle fabbriche del Nord: «è l’aspetto tremendo di una guerra condotta con una violenza senza precedenti in nome del razzismo e di una divisione dell’Europa – ha concluso Leuzzi – in cui la Resistenza ha rappresentato un momento di riscatto e ha restituito a tutti gli italiani la libertà, l’unità, la possibilità di ricostruire la pace».

la ex Presidente del Consiglio Comunale di Cassano delle Murge, Maria Quatraro

È per questo che, ha aggiunto l’ex Presidente del Consiglio Comunale di Cassano Maria Quatraro, in collegamento da Milano, che «la Resistenza è un fatto storico e politico fondante della nostra democrazia e della nostra libertà in cui sono radicate le radici della nostra democrazia e della nostra Costituzione che abbiamo il compito di trasformare in realtà». Quatraro ha ricordato che la pandemia in atto ci sta privando della memoria di larga parte di quella generazione che ha combattuto nella Resistenza, di quegli anziani che pare siano il bersaglio preferito del virus. Ed è per questo che «questo giorno deve essere conservato alla nostra memoria come un giorno di valore storico e politico da trasmettere alle nuove generazioni. Con questa pandemia se n’è andata la generazione che aveva vissuto questi momenti storici così forti ed emozionanti. Sento il dovere morale di trasmettere questa eredità che in questi giorni dolorosi stiamo raccogliendo. Oggi abbiamo il dovere di saldare i valori della Resistenza a nuove esigenze etiche e politiche per poter conservare e riaffermare i nostri valori in un momento politicamente molto delicato».

Francesco Giustino, presidente della Fondazione “Albenzio-Patrino”

A dare una visione più “cassanese” alla Festa della Liberazione ci ha pensato Francesco Giustino, presidente della Fondazione “Albenzio-Patrino” che proprio oggi ha annunciato l’assegnazione del Premio Mario Rossani alla memoria del maestro Donato Stano: «siamo delle “schegge di Storia” – ha affermato – e abbiamo l’obbligo di coinvolgere tutte le generazioni. Ognuno di noi deve essere partecipe nel conferire alle altre generazioni gli insegnamenti che abbiamo ricevuto. Abbiamo il dovere di parlare con le altre generazioni». Giustino ha poi annunciato due iniziative che la Fondazione “Albenzio-Patrino” è pronta a mettere in atto sul territorio: come già proposto anni fa, l’anacronistico Corso Vittorio Emanuele III dovrebbe diventare Viale della Costituzione (pare sia già pronta la segnaletica) e poi Giustino ha affermato di aver già parlato con il reggente dell’IISS “Leonardo da Vinci” affinché il liceo diventi “sede morale” delle associazioni partigiane, dei deportati e degli internati «per affermare che la scuola deve avere quel ruolo di cinghia di trasmissione tra le generazioni».

Le conclusioni dell’incontro-dibattito sono state affidate ad Amedeo Venezia, unico consigliere comunale cassanese in quota PD, che ha affermato che «quest’anno il 25 aprile riveste un significato particolarmente intenso perché stiamo vivendo direttamente un periodo di perdita della libertà, di reclusione determinato da una grave patologia di origine virale che ha condotto alla reclusione in casa e alla morte di persone. Questa situazione contingente – ha detto Venezia – presenta molte analogie con il 25 aprile 1945: all’epoca il virus, inteso come entità antropologica, era rappresentato da un regime dittatoriale feroce e sanguinario che aveva privato per un ventennio le persone di diritti. Oggi siamo vittime di un virus, inteso come entità biologica, che limita i nostri rapporti interpersonali. Ma non limita il nostro libero pensiero. Oggi più che mai è importante festeggiare il 25 aprile: festeggiare la libertà da una dittatura, in questo caso di tipo biologico. Dobbiamo imparare a mettere in pratica il concetto di solidarietà, comunanza e miglioramento del bene sociale per essere tutti protagonisti di una migliore vita».

il saluto del segretario regionale dell’ANPI, Pasquale Martino

Il PD ha portato anche il saluto del Presidente del Consiglio Regionale, intervenuto in collegamento telefonico, che ha parlato del 25 aprile come di una «giornata che va ricordata senza retorica. Come una giornata che ha dato vita alla nostra Costituzione. Va ricordato che la guerra di Liberazione è stata fatta da tutti: comunisti, socialisti, cattolici, azionisti, ma anche tanti italiani che non avevano ideologia ma volevano la libertà e ridare dignità al Paese»; del sindaco della Città Metropolitana di Bari Antonio Decaro che ha ricordato lo «straordinario movimento di popolo per affermare principi di libertà e democrazia» e del presidente regionale dell’ANPI (l’Associazione Nazionale dei Partigiani Italiani) che ha affermato che «grazie alle partigiane e ai partigiani, la Liberazione d’Italia è stata anche una libera ribellione delle italiane e degli italiani per poter autodeterminarsi. La democrazia va sempre difesa, non va mai data per scontata, va sempre allargata quando possibile: è un fatto dialettico, evolutivo e che richiede la partecipazione attiva dei cittadini, l’intelligenza critica, la discussione. Ricordare il 25 aprile vuol dire ricordare il nostro modo di essere. La Liberazione dal nazifascismo è il nostro modo atto di nascita».

Infine, un video con un’interpretazione della cantante Tosca di “Bella Ciao”, canzone simbolo della Resistenza.