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Universo Donna 2019. Dipinti, musica e letture: l’arte che squarcia il silenzio

di Anita Malagrinò Mustica

Universo Donna (foto di Anita Malagrinò Mustica)

La mostra d’arte tutta al femminile, Universo Donna, arrivata alla dodicesima edizione, ha aperto i battenti ieri, 14 febbraio 2019, nella pinacoteca comunale di Palazzo Miani-Perotti. L’esposizione, sotto la direzione artistica di Michele Di Leo, ha come protagoniste le opere d’arte di Antonella Barucchelli, Haidy Bayer, Magda Marfelli, Rossella Mianulli, Lidia Pentassuglia, Concetta Petragallo, Raffaella Muhlhausen, Daniela Saliani, Adele Sorrenti, Margherita Veneziani e Carmen Verde, è stata curata da Antonella Barucchelli, Rosaria Alba Cifarelli e Rossella Laterza. La mostra, dedicata a tutte le vittime del femminicidio, sarà visitabile, del tutto gratuitamente, fino all’8 marzo 2019.

Il vernissage ha inaugurato un programma ricchissimo di eventi volti, ancora una volta, a stimolare e sensibilizzare il paese contro le forme di violenza sempre più frequenti ai danni di donne e bambini.

Il pomeriggio di ieri, all’insegna dell’arte e della comunicazione, ha rappresentato la prima delle tre sessioni previste per i prossimi giorni. Dopo la breve presentazione di Michele Di Leo, si è lasciato spazio a musiche e letture, aventi come protagoniste le donne.

La ricerca, quasi antropologica, all’interno della tradizione folkloristica, ha portato Enzo Granella, musicista tarantino di fama internazionale, a interpretare brani da lui stesso scritti e arrangiati, eseguendo anche brani tratti da film e appartenenti, ormai, alla storia della musica. Al centro dell’interesse di Granella c’è, da anni, il tema dell’emancipazione femminile. Attraverso lo studio analitico di suoni e melodie della nostra tradizione, il chitarrista pugliese racconta storie di donne che, per il loro Amore a dispetto di tutto, hanno sognato la libertà.

In seguito, il pubblico presente, a maggioranza femminile, ha potuto ascoltare voci di donne vittime di violenza, attraverso la mediazione letteraria. Infine, ritmi cubani hanno piacevolmente allietato la serata.

Le sessioni del prossimo 23 febbraio e del 2 marzo, invece, riguarderanno, rispettivamente, l’etica e la scienza e il diritto e la sociologia, per trattare il tema in maniera ampia e articolata.

Universo Donna (foto di Anita Malagrinò Mustica)

«Attraverso questi eventi, il progetto si ripropone, tra arte militante, linguaggi maturi, esperienze estetiche ed extraestetiche profonde, di dar voce alla bellezza di quelle parti che ancora possono nascere, cambiare, urlare, scavare e indagare come apertura di responsabilità, vitalità, incroci e rilanci» ha spiegato, in varie occasioni, Rossella Laterza. «Una silloge, una galleria di opere al femminile, una riflessione sulla propria condizione attraverso poetiche varie e mutevoli. Dopo esclusioni e stereotipie, c’è il forte desiderio di dare il proprio contributo, che va da sovraesposizioni, tensioni cosmiche e denunce palesate, gesti, declinazioni archetipiche, innesti, a lunghe e complesse gestazioni, preziosi decorativismi e sincera voglia di confrontarsi. Questa è una chiamata a raccolta che dura da anni. Sempre tante le artiste che aderiscono, le storie, le raffigurazioni, le metafore, i rimandi, i materiali e le tecniche.

Certo, nell’era digitale, sorprende tanta manualità, tra giovani e mature, mista a volontà e determinazione nel cercare un mondo migliore, nella concretezza del fare e dei processi. Se l’arte ha valore anticipatorio, qui emergono richieste di autonomie e rispetto, affinché la partita dell’8 marzo non sia vana, qui in piccola scala, per riappropriarsi di spazi e crescere, senza filtri critici, censure e competizioni.

Bisogna andare oltre i ruoli, la cultura ed il mercato, il patriarcato, ancora così radicato. La forma è il contenuto in senso metabolico, non è tardi quindi per mutare dialetticamente e trasformare. Una volta all’anno saremo qui per ricordarlo in questo giardino di colori, luci e linee. Anche se il contesto, in passato, ha dimostrato rapporti elusivi, insistiamo a proporci nella speranza che queste opere aggiungano qualcosa in più alla comprensione, emozione, intuizione di coloro a cui sono rivolte. E’ così possibile riannodare il filo dell’arte che, da esperienze per lo più maschili, mira a un universo di rapporti umani più allargato. Mostra e seminari si dipanano dal 14 febbraio all’8 marzo, dalla festa dell’amore alla rievocazione storica delle rivendicazioni femminili, il cui percorso è ancora pieno di tante insidie».

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