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Venerdì in piazza la cerimonia per l’anniversario della Liberazione d’Italia

la lapide commemorativa posta all’esterno del Palazzo Municipale (foto d'archivio scattata da Annarita Mastroserio)
la lapide commemorativa posta all’esterno del Palazzo Municipale (foto d’archivio scattata da Annarita Mastroserio)

Si terrà domani, venerdì 29 aprile, la cerimonia per l’anniversario della Liberazione d’Italia. Rinviata a causa della incerte condizioni meteorologiche, la commemorazione si svolgerà in piazza Moro, con inizio alle ore 11:00, dinanzi alla lapide commemorativa posta all’esterno del Palazzo Municipale.

L’evento è organizzato dall’Amministrazione comunale, dalla Fondazione “Albenzio-Patrino”, dalle associazioni combattentistiche, dalle Forze dell’Ordine e dall’Istituto Comprensivo “Perotti-Ruffo”, che sarà presente con alcune classi.

Dopo l’alzabandiera e l’omaggio della cittadinanza ai caduti per la Libertà, la cerimonia proseguirà con la celebrazione liturgica presieduta da don Nunzio Marinelli, che si terrà sempre dinanzi alla lapide commemorativa.

«Festeggiare questa ricorrenza – dichiara l’assessore alla Cultura Miriam De Grandi – per noi vuol dire fare memoria di un momento fondamentale della storia del nostro Paese e celebrare la vittoriosa lotta di resistenza delle forze partigiane contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista. Una battaglia portata avanti da uomini e donne coraggiose, di tutte le età, fino al sacrificio della vita».

«Una commemorazione – aggiunge il sindaco Vito Lionetti – che per noi italiani dovrebbe avere un carattere quasi sacro: perché è da quello straordinario combattimento che è nata la nostra democrazia, con le sue finalità di uguaglianza e di giustizia. Una festa, dunque, che dovrebbe unire tutti. Ritroviamoci allora, almeno per chi può, a fare memoria della Liberazione, perché da essa nasca e si consolidi l’impegno di tutti per la difesa dei diritti civili, politici e sociali che sono il lascito straordinario di quella battaglia terribile e meravigliosa allo stesso tempo».

«Ancora oggi – conclude il sindaco – c’è bisogno di Resistenza; un di più di cuore, di passione, di sacrificio, di intelligenza, contro vecchi e nuovi mali della politica: l’oblio del potere che nel Novecento si trasforma nel male assoluto e il suo asservimento, oggi, ad altri interessi che non coincidono con il bene comune, il bene di tutti. Oggi come allora, per assicurarci la Libertà, non smettiamo di combattere per ciò che ci sembra giusto».