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Violenza di genere, integrazione, tortura: l’Eco-Forum per riflettere sui Diritti Umani

di Anita Malagrinò Mustica

i ragazzi de “L’Eco – Il Rumore del Cambiamento”

In occasione della Giornata Mondiale sui Diritti dell’Uomo che, internazionalmente, viene celebrata il 10 dicembre di ogni anno, in memoria del 10 dicembre 1948, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il movimento giovanile di recente formazione “L’ECO – Il rumore del cambiamento” ha scelto di fare il suo ingresso nel panorama politico e culturale cassanese promuovendo una rassegna cinematografica, contorniata di dibattiti ed interventi, finalizzata ad un’attenta e critica analisi sull’attuale contesto sociale e politico nazionale e globale.

L’evento, chiamato ECO-FORUM, è stato ideato per l’esemplificazione del programma di questo nuovo movimento, che, come unico obiettivo, ha il cambiamento.

Il progetto è nato dall’esigenza di rispondere ai problemi e fenomeni di carattere sociale mai risolti nel passato e, per questo, sempre costantemente incombenti e pericolosi: razzismo, discriminazione, disuguaglianze ed estremismi di vario tipo. Attraverso una serie di incontri, che hanno interessato le giornate del 10, 17 e del 21 dicembre 2018, usufruendo della straordinaria capacità comunicativa del linguaggio cinematografico, una ventina di ragazzi cassanesi, tra i 15 e i 22 anni, hanno proposto una serie di temi e ne hanno fatto motivo di discussione. Hanno, per così dire, cercato di animare questi freddi e piovosi pomeriggi invernali con il fervore delle loro idee e la briosa passione per la collettività, obbedendo ad una sorta di imperativo interiore, cercando di assecondare la propria entelechia con la catartica ricerca di un qualche significato. Hanno cercato, elencato e analizzato dati, dialogato con vari enti e dato vita ad un percorso formativo di notevole caratura, stimolando emozioni e sentimenti nell’individuo, colloquiando, con un pubblico variegato, in maniera orizzontale e democratica.

«Abbiamo notato che Cassano si sta spegnendo, piano piano, giorno dopo giorno. Abbiamo notato che Cassano manca di una parte di quello spirito vivace che è presente, invece, in altri paesi. E cosa rende vivace lo spirito di un paese più dei giovani che lo abitano e che lo fanno vivere?» spiegano i ragazzi del movimento.

«A Cassano sono pochissimi i giovani che si occupano di fare cittadinanza attiva. Così come sono pochi i ragazzi che si interessano alla politica – intesa come vita attiva del cittadino e non come scaramucce tra partiti – o che si occupano, o meglio si preoccupano, della presenza sul territorio di una cultura letteraria, artistica, musicale giovanile, fatta per o dai ragazzi A Cassano sono pochi anche i ragazzi che rimangono qui, il sabato sera per una pizza o una birra. A Cassano, ci siamo detti, il problema non è che non ci sono giovani, il problema è che i giovani che ci sono non si vedono e non si sentono, non si fanno vedere e non si fanno sentire. Noi vogliamo questo: interessarci alla politica, fare cittadinanza attiva, preoccuparci che una cultura giovanile fatta di libri, arti e musica inondi e infiammi Cassano; noi vogliamo farci vedere e farci sentire. L’eco è il fenomeno fisico per cui, in uno spazio privo di impedimenti, un suono, un grido si propaga tornando al mittente. E dunque noi vogliamo gridare e vogliamo che le nostre grida si sentano qui – al mittente – piuttosto che in altri luoghi, in altri paesi. Perché i giovani qui ci sono e – a nostro parere – hanno l’obbligo morale e civico di farsi sentire, di gridare ad un cambiamento».

l’incontro dello scorso 10 dicembre, dopo la proiezione di “Sotto accusa”

Lunedì 10 dicembre 2018, i ragazzi hanno scelto di incentrare i loro interventi sul contenuto dell’Art.3 della Dichiarazione universale dei diritti umani: “Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona”.

Sotto accusa, firmato da Jonathan Kaplan, è stato il film scelto per affrontare la tematica di riferimento. La pellicola, che valse un Oscar per l’interpretazione del personaggio di Sarah Tobias alla splendida Jodie Foster, è ispirata alla brutale violenza sessuale avvenuta in un bar e subita da una giovane negli Stati Uniti degli anni ’80. Dopo la visione del film, è stata data la parola a Maria Antonietta Manchise e a Teresa Maggipinto, rispettivamente avvocato e assistente sociale del Centro Antiviolenza “Li.A” dell’Ambito Territoriale Grumo Appula.

i ragazzi de l'”Eco – Il Rumore del Cambiamento” con i ragazzi dello SPRAR di Cassano durante l’incontro del 17 dicembre, dopo la proiezione di “Fuocoammare”

L’articolo della Dichiarazione preso in esame lunedì 17 dicembre 2018, invece, è stato il quattordicesimo: “Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni”. È stato visionato il film-documentario “Fuocoammare”, regia di Gianfranco Rosi, premiato nel 2016 con l’Orso d’oro per il miglior film al Festival di Berlino e che ha per oggetto l’isola di Lampedusa e gli sbarchi di migranti che la interessano. Sono seguiti gli interventi dei responsabili del centro SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di Cassano. Non sono mancate digressioni sul Decreto Sicurezza, sul Global Compact e su altre questioni di attualità.

Nell’ultimo incontro di ieri 21 dicembre 2018, invece, si è discusso dell’Art. 5: “Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizioni crudeli, inumani o degradanti”.

l’incontro di ieri, 21 dicembre, dopo la proiezione di “Sulla mia pelle”

L’auditorium “Maria Lassandro” dell’IISS Leonardo da Vinci era a dir poco gremito per la visione del film “Sulla mia pelle”, con la regia di Alessio Cremonini. Il film racconta l’ultima settimana di vita di Stefano Cucchi (interpretato da Alessandro Borghi), trentunenne romano che morì il 22 ottobre 2009 durante la custodia cautelare. Tale fatto ha dato origine a un celebre caso di cronaca giudiziaria che ha coinvolto alcuni agenti di polizia penitenziaria, alcuni medici del carcere di Regina Coeli, e alcuni carabinieri. A seguito della visione del film, gli interventi del prof. Luciano Aprile hanno permesso di dare vita ad un acceso dibattito.

Al termine dell’iniziativa, che ha potuto fregiarsi di un’ampia partecipazione, non resta che augurarsi che di questo eco tanto esaltato non resti soltanto un grido, ma ciò a cui il grido di un giovane può dar vita. Non è neanche auspicabile, però, che il grido rimanga isolato. A tal proposito, il movimento ha invitato qualsiasi ragazzo o ragazza a condividere i suoi progetti e le sue idee, attivandosi per concretizzarle. «L’Eco» precisano i ragazzi «ha una porta spalancata per tutti e disponibile a collaborare con tutte le realtà, perché è l’unione che fa la forza».