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Web e terrorismo, la richiesta dei deputati: i contenuti pericolosi dovranno essere rimossi entro un’ora dal web

Il Parlamento potrebbe presto iniziare i negoziati con i paesi dell’Unione europea su regole che assicurerebbero la rimozione dei contenuti terroristici dal web entro un’ora dall’ordine.

Il comitato per le libertà civili del Parlamento ha confermato il 24 settembre la posizione adottata in aprile sulle nuove regole dell’Unione europea per contrastare la diffusione di contenuti che promuovano il terrorismo in rete. Approvato il mandato per iniziare le consultazioni con i ministri dell’Unione.

Le priorità del Parlamento

Con l’obiettivo di combattere la radicalizzazione in rete, il Parlamento intende richiedere la rimozione dei contenuti terroristici entro un’ora dalla ricezione dell’ordine da parte delle autorità nazionali. A causa della rapidità con cui i contenuti si diffondono in rete, è essenziale che vengano eliminati prima possibile. Le società che in maniera sistematica e ricorrente non si conformano alla legge potrebbero incorrere in sanzioni pari fino al 4% del loro fatturato totale.

Sicurezza e libertà di parola

Se da un lato il Parlamento è impegnato ad aumentare la sicurezza pubblica, dall’altro intende continuare ad assicurare la libertà di parola e di stampa. Gli eurodeputati hanno chiarito che l’espressione di punti di vista polemici o controversi su temi politici sensibili non dovranno essere considerati contenuti terroristici. Hanno inoltre sottolineato che le piattaforme dovrebbero creare dei meccanismi di denuncia facili da usare e assicurarsi che i reclami vengano gestiti tempestivamente ed in piena trasparenza.

Facebook e Youtube

Il Parlamento si rivolge anche alle società che permettono agli utenti di caricare contenuti in rete, come Facebook o Youtube, dichiarando che non dovrebbero essere obbligate a identificare in maniera proattiva contenuti terroristici. Le piattaforme in questione hanno dichiarato che questo sarebbe un onere troppo grande per il loro funzionamento.

Il monitoraggio attivo delle informazioni, così come la ricerca attiva di prove che indichino attività illegali, dovrebbe essere responsabilità dell’autorità nazionale competente.

I deputati ritengono che non si dovrebbe ricorrere all’uso di filtri o di strumenti automatizzati, in quanto si potrebbe incorrere facilmente in errori, col rischio di etichettare contenuti innocui come terroristici.

Come funziona?

Gli stati membri dovranno designare un’autorità competente e comunicarlo alla Commissione europea, che in seguito pubblicherà una lista con tutti gli enti pertinenti.

Nel momento in cui le autorità nazionali segnalano un contenuto terroristico, verrà inviato un ordine di rimozione alla piattaforma in rete, la quale avrà un’ora di tempo per rimuoverlo o disabilitarne l’accesso in tutti gli stati membri dell’Unione europea.

Per aiutare le piattaforme più piccole, il Parlamento propone una sorta di preavviso: le aziende che non hanno mai ricevuto un ordine di rimozione dovrebbero essere contattate 12 ore prima che venga emesso il primo ordine, e ricevere dall’autorità competente le informazioni riguardo alla procedura e le scadenze.

La proposta nel 2018

La Commissione europea ha presentato la proposta per questo regolamento nel settembre 2018, a seguito di una richiesta dei leader dell’Unione europea. Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico sul tema nel dicembre 2018. La plenaria del Parlamento europeo ha appoggiato la bozza del regolamento nell’aprile 2019.

Prossimi passi

La decisione della commissione di iniziare i negoziati con il Consiglio dell’Unione europea sarà annunciata durante la prossima sessione plenaria. Se non verrà richiesto di votare in Parlamento, il mandato verrà considerato confermato e i negoziati inizieranno al più presto, probabilmente in ottobre.

Fonte: Parlamento europeo