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Zullo diffida Regione e Comuni dall’approvare un Piano di Zona senza coinvolgimento delle parti sociali

Il presidente del Gruppo Consiliare Regionale di Direzione Italia, Ignazio Zullo, diffida la Regione Puglia e i Comuni (capofila Grumo, Acquaviva, Binetto, Cassano, Sannicandro e Toritto) dal procedere con la Conferenza dei Servizi per la valutazione finale del Piano Sociale di Zona che, con un anno di ritardo, sarebbe stato approvato dai Sindaci dei Comuni interessati.

Manca, però, il coinvolgimento della parti sociali, la condivisione e la partecipazione di tutti i soggetti interessati a far sì che il Piano Sociale di Zona (data la delicatezza degli argomenti di cui tratta) sia il più completo possibile e, soprattutto, risponda davvero alle necessità dei cittadini.

«Spero che con la diffida si possano risvegliare animi e coscienze di chi è chiamato a compiere azioni per i più deboli ed invece pensa ad altro come è il caso della piscina natatoria in project financing che nulla ha a che fare con i Piani di Zona né con il triennio 2018-2020 perché impegna il ventennio 2020-2040 con 40.000 €/annui che nemmeno sono disponibili…», scrive Zullo in una nota che accompagna il testo della diffida.

«La solerzia per la nota questione della piscina – continua il Presidente di Direzione Italia in Consiglio Regionale – contrasta con il gravissimo ritardo nell’approvazione del Piano di Zona 2018-2020, ritardo di oltre un anno di gravissima rilevanza perché si scarica sulla pelle e sulla salute psico-fisica e sociale di soggetti deboli.

Non si possono colmare i ritardi nell’approvazione del Piano di Zona 2018-2020 escludendo dalla partecipazione il parternariato sociale, i portatori di interessi legittimi e le associazioni di tutela dei malati di mente, dei disabili, degli anziani e così via dell’intero ambito. Arrivare a confezionare e adottare un Piano di Zona realizzato solo nelle stanze segrete dei Sindaci non solo viola gli art. 13 e 16 del Reg. Reg.le n° 4/2007 ma dimostra insensibilità, scarso rispetto per la partecipazione e per la concertazione con chi ha diritto a fruire dei servizi e delle prestazione.

Il Piano di Zona non è uno strumento dei Sindaci calato dall’alto sui deboli ma un percorso partecipato, organizzato, concertato che deve partire dal parternariato sociale di tutti i Comuni dell’ambito.

Percorso che deve essere avviato dal Sindaco del Comune capofila che è mancato così come sono mancati i Sindaci di tutti i Comuni dell’ambito.

Per questo, in continuità con le altre azioni che sto attuando in Consiglio Regionale, abbiamo il dovere di comprendere come una mole di risorse finanziarie (oltre 1 milione di euro annuo tra Regione e risorse comunali) vengono spese».

Leggi il testo della diffida.