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In una dimensione commerciale sempre più concorrenziale, è diventato fondamentale da parte delle aziende e degli artigiani, adottare dei modi per tutelare e preservare il proprio lavoro.

Tra le operazioni che ogni creatore o inventore di beni deve assolutamente mettere in atto per evitare imitazioni e usurpazioni del proprio brand, c’è la registrazione del marchio.

Il primo obiettivo di un’organizzazione che arriva sul mercato dovrebbe essere, infatti, quello di tutelare il proprio marchio, ovvero ciò che agli occhi del mondo e dei clienti la rende unica e differente dalla concorrenza.

Ma cosa bisogna fare per registrare un marchio? In questo articolo faremo chiarezza su questo argomento che, purtroppo, è spesso di attualità per via delle tante frodi e truffe che ogni giorno hanno come vittime tante aziende italiane e non.

Chi può registrare un marchio e quali sono i requisiti

Iniziamo subito col dire che un marchio può essere registrato da chiunque, indipendentemente che si tratti di un’azienda o di un privato titolare di partita IVA.

Va tenuto presente, però, che il marchio deve avere tre caratteristiche fondamentali per poter essere registrato che sono:

  • originalità: unico, che si distingua dagli altri prodotti o servizi già presenti sul mercato;
  • liceità: non avere aspetti oltraggiosi della legge e del buon costume;
  • verità: che non inganni il consumatore.

Per approfondire in particolar modo il primo punto, consigliamo la lettura dell’articolo presente al link seguente: https://lobiettivonline.it/limportanza-della-scelta-del-nome-del-marchio-evitare-conflitti-legali/.

Registrazione del marchio: a chi rivolgersi

A livello nazionale, la registrazione può essere fatta fisicamente recandosi alla Camera di Commercio della propria provincia, oppure in via telematica sul portale UIBM, scaricando e compilando il Modulo C.

Cosa fare se si vuole registrare un marchio al di là dei nostri confini nazionali? Per la registrazione a livello europeo, ci si deve rivolgere all’EUIPO, mentre la domanda internazionale va inoltrata all’Ente WIPO o OMPI.

Una volta inviata tutta la documentazione, il titolare deve attendere che questa venga esaminata e accettata.

È importante sottolineare che si hanno 5 anni di tempo per utilizzare un marchio registrato, pena decadenza del diritto d’uso.

I costi di registrazione del marchio

Eccoci adesso a quella che è forse la maggiore curiosità di chi sta considerando di registrare il proprio marchio per tutelare la sua proprietà intellettuale e la sua attività.

Quanto costa l’iter di registrazione? Anche in questo caso, è doveroso fare distinzione tra la registrazione di un marchio in Italia e in Europa.

Per quanto riguarda la registrazione in Italia, il costo della pratica si aggira mediamente intorno ai 170 euro a cui si devono aggiungere altri 40 euro di spese amministrative in caso di presentazione cartacea alla Camera di Commercio.

Ben diverso il costo per la registrazione in Europa. In questo caso, il titolare dovrà affrontare una spesa superiore così come nel caso della registrazione internazionale.

È bene sottolineare, però, che il costo varia (sia nel caso di registrazione in Italia che all’estero) a seconda delle classi merceologiche, stabilite nella classificazione di Nizza, per cui il prodotto è registrato e tutelato.